
Il legame si è spezzato per sempre tra l’architetto Luigi Snozzi e il Municipio di Locarno. Il progetto per la pianificazione della futura Piazza Grande è finito per sempre nel dimenticatoio. Ma il Municipio ha deciso di scrivere la parola fine al rapporto con l’architetto locarnese, cominciato nel 1989 quando Snozzi vinse il concorso per la ristrutturazione del salotto cittadino. E Snozzi, come aveva dichiarato negli scorsi giorni, ha scritto una lettera aperta, piena di amarezza. “Con grande amarezza ho appreso dalla vostra Commissione per Piazza Grande, che il mandato di consulenza per la sua sistemazione provvisoria mi è stato tolto senza alcun preavviso. Anzi l’avevo accettato basandomi sulle vostre promesse, cioè che il progetto definitivo per la Piazza sarebbe in ogni caso seguito”. Così comincia l’architetto nella sua lettera scritta ieri, descrivendo gli ultimi tasselli riguardanti l’abbellimento di Piazza Grande. “Questa mia amarezza - prosegue l'architetto - è motivata dalla serie di avvenimenti e di rapporti insostenibili con il vostro Municipio, che si sono succeduti durante i miei cinquant’anni di pratica professionale nel mio ufficio di Locarno. Il primo mandato risale al 1962-65 insieme con l’architetto Livio Vacchini per le case popolari". "Per vostra incuria le facciate hanno subìto negli anni dei deterioramenti, a causa dei quali avete proceduto ad un concorso per il loro risanamento. Avete allora scelto un progetto molto più costoso del nostro, che ha avuto come conseguenza l’annientamento di tutti i valori architettonici in esso contenuti. Un secondo mandato fu quello della pittura della facciata della Chiesa di Sant’Antonio. Il terzo quello del Piano per il Centro storico di Locarno insieme con gli architetti Tita Carloni e Vacchini, mai andato in porto. Due progetti vi furono da me proposti e dati in omaggio: quello per la realizzazione della Piazzetta Franzoni, così pure con Vacchini uno schizzo di grande massima per una nuova sede coperta del Festival del Cinema. Ricevetti poi da voi il mandato per un progetto di massima per la ristrutturazione del Palazzo Marcacci in Piazza Grande". "Gli onorari per questo progetto non furono mai pagati (circa 20 mila franchi), malgrado la mia proposta alternativa di un caffè crème. Prima di accettare questo vostro ultimo incarico sulla Piazza, per venirvi incontro, ho deciso di rinunciare a queste mie più che giustificate pretese condonandovi il tutto. Durante questo lungo periodo avevo vinto il primo premio del concorso per la sistemazione di Piazza Grande (1989). Da allora, malgrado le ripetute promesse per la sua realizzazione, a parte la decisione sulla pedonalizzazione, non è più stato fatto niente". "Un’altra vostra decisione, a mia completa insaputa, fu l’affidamento, contro ogni norma deontologia, a un altro architetto della progettazione definitiva della mia parte conclusiva del progetto di concorso, quella che riguardava la messa in relazione di Piazza Grande con lo spazio circolare dello svincolo stradale della rotonda, per creare un rapporto diretto visivo tra l’uscita del nuovo posteggio terminale con Piazza Grande, sì da garantirgli un buon funzionamento”. Poi arriva la conclusione: “Per tutto questo penso che qualsiasi ulteriore collaborazione con il vostro Municipio non abbia più senso. Mi viene alla mente il libro di Piero Bianconi “I ponti rotti di Locarno” nel quale cita tre cause storiche, che sono alla base dell’indolenza e dell’incapacità dei locarnesi di gestire la propria città: 1515 la distruzione del Ponte della Torretta di Bellinzona dovuto alla buzza di Biasca, che viene ricostruito solo 300 anni dopo, isolando così completamente Locarno; la peste, che decima la popolazione cittadina; la controriforma che espelle dalla città i riformati, allora la classe più colta. E a queste tre cause mi permetto di aggiungerne una quarta, la meridiana. In fede, Luigi Snozzi”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

