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Ticino
Luigi Pedrazzini: "Voglio cercare nuove sfide"
Redazione
16 anni fa
Il presidente del governo lascerà a fine legislatura. "Non resterò con le mani in mano", commenta. Le prime reazioni. Sondaggio

E chi se l'aspettava? Luigi Pedrazzini ha deciso di non ricandidarsi. Il consigliere di Stato locarnese, che è direttore del Dipartimento delle istituzioni dal 1999, ha dato il clamoroso annuncio oggi durante la seduta di Gran Consiglio a Bellinzona.Con la rinuncia a ripresentarsi di Luigi Pedrazzini sono già due i ministri che lasceranno il Governo. Anche la direttrice del Dipartimento socialità e sanità, la socialista Patrizia Pesenti, ha infatti ufficializzato negli scorsi mesi la decisione di voler lasciare a fine legislatura. Se la decisione del direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport Gabriele Gendotti (PLR) è ancora incerta le indiscrezioni che trapelano da Palazzo delle Orsoline dicono invece che dovrebbero ripresentarsi sia la direttrice del Dipartimento delle finanze e dell'economia Laura Sadis (PLR) che il direttore del Dipartimento del Territorio Marco Borradori (Lega). Non ci sarà comunque un Governo fotocopia. Le elezioni per il rinnovo dei poteri cantonali, previste per l'aprile del 2011, si annunciano dunque già sin d'ora come decisamente "calde".Pedrazzini: "Voglio cercare nuove sfide""L’esame dell’atto parlamentare sulla durata delle cariche - ha dichiarato Pedrazzini davanti al Parlamento - mi sembra prestarsi bene per una comunicazione personale che ha anche una valenza istituzionale, comunicazione che non casualmente ho voluto riservare in primo luogo al Parlamento come ricordo già avevano fatto altri Consiglieri di Stato nel passato, fors’anche per riconoscere, come è giusto che sia, la centralità del Gran Consiglio". "Ho deciso - ha aggiunto - che al termine di questa legislatura lascerò il Governo cantonale. Anche se rimangono forti e per certi versi immutati la motivazione e il piacere di svolgere questo straordinario servizio, ed è per questo che sono rimasto a lungo dell’idea di continuare in Consiglio di Stato, posso constatare che 12 anni sono un periodo di tempo assai prolungato, che ho vissuto con grande intensità e con il massimo impegno possibile. Non resterò ovviamente con le mani in mano. Voglio cercare nuove sfide a un età, avrò 58 anni quando lascerò il Consiglio di Stato, che consente di dare ancora molto; non vi nascondo che, se possibile, privilegerò attività che potranno consentirmi di mettere a disposizione della comunità l’esperienza acquisita". E ancora: "Sciogliendo con quasi un anno d’anticipo la mia riserva, prendo, come si svuol dire, due piccioni con una fava. Do in primo luogo al mio partito l’opportunità di avviare per tempo la procedura per la preparazione della lista per il Consiglio di Stato, ritenuto che non sembrano mancare, in base ai segnali ricevuti, candidati qualificati e interessati a questa esperienza. Mi pongo in secondo luogo in una posizione ideale per esercitare, con opportuno distacco e maggiore indipendenza, la funzione di presidente del Consiglio di Stato, che ho recentemente assunto per la terza volta".  Le prime reazioni“Intanto - ci dice il presidente del PPD Giovanni Jelmini - a Luigi Pedrazzini va un ringraziamento per quanto ha fatto in questi anni per il paese e per quanto farà ancora in questo ultimo anno di legislatura. Un ringraziamento anche per aver messo il partito in condizione di poter affrontare la sua sostituzione con largo anticipo. Questo faciliterà la riflessione all’interno del partito”. E su una sua eventuale candidatura al Consiglio di Stato Jelmini aggiunge. “Ci penserò, come anche altri amici popolari democratici”."Sapevamo che avrebbe sciolto le riserve, oggettivamente è comunque un po' una sorpresa", dice a Radio 3iii il capogruppo PPD in Gran Consiglio Paolo Beltraminelli, che è uno dei papabili alla successione del ministro locarnese. "Nel PPD ci sono tante persone. Ora ci vuole un po' di tempo. Il pregio della scelt

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