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Ticino
Lui in fuga dall'Afghanistan, lei dalle milizie ucraine
Lui in fuga dall'Afghanistan, lei dalle milizie ucraine
Lui in fuga dall'Afghanistan, lei dalle milizie ucraine
Redazione
8 anni fa
I due giovani protagonisti di una travagliata vicenda personale e giudiziaria potranno restare in Ticino

Si è conclusa con un lieto fine la vicenda, recentemente approdata al Tribunale amministrativo federale (TAF) di due giovani, lei ucraina e lui afghano, cui la SEM aveva negato l’asilo in Svizzera. Entrambi i giovani erano espatriati nel 2015, lui dall’Afghanistan - dove avrebbe ricevuto minacce dai talebani - e lei dall’Ucraina, dove era stata sequestrata dall’esercito ucraino, che voleva costringerla a collaborare per un certo periodo di tempo con i servizi segreti locali contro i separatisti russi. I due avevano iniziato una relazione, dalla quale era nato un figlio, nel marzo del 2016, dopo essere arrivati in Ticino.

Dopo le varie audizioni, tuttavia, il 26 aprile scorso la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) aveva respinto le loro domande di asilo, ritenendo inverosimili le dichiarazioni del giovane il quale aveva inoltre mentito sulla sua reale età affermando di essere minorenne. Parallelamente, anche il sequestro della ragazza da parte delle milizie ucraine è stato ritenuto “irrilevante in materia d’asilo”. La SEM aveva quindi deciso l'allontanamento della coppia alla volta dell’Ucraina.

Il 28 maggio scorso i due giovani, patrocinati dal lic.iur. Mario Amato del Soccorso Operaio Svizzero, si erano rivolti al Tribunale amministrativo federale (TAF) per contestare la decisione della SEM, ottenendo parzialmente ragione. Anche la Corte federale ha ritenuto inverosimili le dichiarazioni del giovane afghano e ne ha confermato l'allontanamento ma, d’altro canto, ha ritenuto che la SEM abbia omesso di prendere in considerazione la spiegazione della ragazza. “È infatti noto che le forze di sicurezza ucraine e i separatisti filorussi siti nel Paese della ricorrente spesso arrestino ed interroghino in modo arbitrario e disumano delle persone che ritengono dissidenti al loro governo”, ha spiegato la Corte nella sentenza del 29 ottobre scorso.

Visto l’accertamento incompleto di tali fatti giuridicamente rilevanti, il TAF ha accolto il ricorso della giovane ucraina rinviando gli atti alla SEM per nuova decisione ai sensi dei considerandi e ha parzialmente accolto quello del giovane afghano: la decisione di concedergli l’asilo e di allontanarlo è stata confermata ma la la decisione di rinviarlo in Ucraina deve essere riconsiderata in quanto il ragazzo, privo di documenti, non è ancora coniugato con la compagna.

Come detto, però, per la famiglia c’è stato il tanto atteso lieto fine: come confermato a Ticinonews dal loro patrocinatore, la SEM ha concesso l’asilo a madre e figlio e il ragazzo afghano è stato di conseguenza ammesso provvisoriamente il Svizzera.

nic

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