
Il Municipio di Lugano torna oggi a battere i pugni contro la nuova legge sulla perequazione.L'Esecutivo luganese, con una nota stampa diramata in serata, "riconferma integralmente i contenuti della posizione assunta qualche settimana fa dinanzi alla commissione della legislazione". In sostanza Lugano "si oppone all'adozione di questa proposta legislativa, richiedendo invece sia affrontata da subito ed in tempi brevi la revisione integrale dei meccanismi perequativi". In tal senso la Città è già stata in grado di formulare proposte concrete all'indirizzo del Consiglio di Stato e si dichiara aperta al dialogo, proponendo l'immediata attivazione di un gruppo di lavoro da parte cantonale, al quale siano chiamati a partecipare i Comuni principalmente toccati dalla tematica. E la posizione della Città di Lugano sarà oggetto a brevissimo termine di una formale, ulteriore comunicazione all'indirizzo del Governo e della Commissione della legislazione. Lugano ribadisce come "l'esborso attuale di circa 26 milioni per finanziare il fondo di livellamento pregiudichi in modo sostanziale la capacità del Polo di far fronte a costi di gestione e di investimento finalizzati allo sviluppo dell'intero agglomerato".La discussione ha ugualmente portato il Municipio a mettere in discussione il ruolo oggi svolto dall'Associazione dei Comuni urbani (ACUTI) nel senso che, ritenute le differenti caratteristiche e posizioni assunte da taluni suoi membri, questo gremio non potrà verosimilmente più fungere da referente per l'agglomerato luganese nei confronti del Consiglio di Stato. Il Municipio "valuterà nel corso delle prossime sedute se formalizzare a breve termine la propria uscita dall'ACUTI".
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