
La proposta d’incontro è giunta sui banchi del Municipio due mesi or sono: una ricca signora russa sarebbe disposta a comprare villa Heleneum. Sulle rive del Ceresio la milionaria vorrebbe trasferire la sua collezione d’arte privata, trasformando la proprietà in fondazione. Una notizia che segue quella anticipata stamani dal Giornale del popolo: Villa Heleneum in vendita, titola il quotidiano.
In realtà, l’iter politico prima che questo possa accadere concretamente è ancora lungo, precisa il municipale Michele Foletti a TeleTicino: "Innanzitutto servirebbe reperire un’altra collocazione per il museo delle culture, modificare il piano regolatore, approvare il trasferimento da bene amministrativo a bene patrimoniale. Il tutto con l’avallo del consiglio comunale. Insomma la data di un’eventuale asta per la villa è ancora lontana".
Vero è che i possibili acquirenti non mancano. Oltre alla baronessa russa – il cui marito si mormora abbia accumulato una grossa fortuna con il gas – il Municipio è in possesso di un'altra offerta d’acquisto per 26 milioni e rotti trasmessagli da uno studio legale il 16 agosto 2011.
Le offerte insomma non mancano, ma a scanso di equivoci, la capodicastero Giovanna Masoni Brenni precisa: "Una decisione formale da parte dell’esecutivo in questo senso non c’è ancora, semplicemente siamo entrati nel merito dell’argomento. Tutte le opzioni – vendita o locazione - sono ancora aperte. Di sicuro, prosegue Masoni, la città non sta vendendo i gioielli di famiglia perché i conti sono in rosso. L’eventualità era presente sin dall’inizio, da quando la città nel 2004 cominciò a riflettere sul progetto LAC".
Quanto alla collaborazione con il museo d’arte orientale di Torino, il MAO, la municipale rassicura: "Un eventuale trasferimento del museo delle culture in un’altra sede non pregiudicherebbe il sostegno economico che Torino ha promesso. Chiaro si dovrà trovare una collocazione adeguata. Il LAC? Chiediamo. No, risponde Masoni. Lì non c’è posto".
Prima di concludere: una commissione speciale starebbe valutando il valore della collezione della baronessa russa. La speranza è che a Lugano possa tornare una nuova Von Thyssen bis.
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