
Il nuovo centro culturale di Lugano avrà un piano in più – come stabilito nel progetto iniziale - con spazi museali, un locale multiuso, un ristorante e una sala prove per il teatro. Lo ha deciso ieri sera a larga maggioranza il Consiglio comunale che ha approvato il credito di 9.6 milioni per la sopraelevazione. Dal canto suo la Lega, fermamente contraria, ha rinunciato a presentare un referendum. “Stiamo attenti a non screditare per interessi di bottega un’operazione fatta con strumenti scientifici”, ha dichiarato la municipale Giovanna Masoni Brenni. E ha continuato: "Organizzazione: siamo sulla strada di una messa a fuoco più corretta dei ruoli. Ci sarà chiara distinzione tra Dac e gestione Lac. L’accordo Città Cantone è una marcia in più”. Alla fine del dibattito è pure intervenuto il sindaco Giorgio Giudici che ha preso posizione dopo i commenti apparsi sulle pagine del Mattino: “Nessuno tentativo di golpe. Oggi c’è un contenitore che andrà gestito in modo chiaro e un’attività culturale che dovrà lavorare per implementare la struttura. La collega si è impegnata e battuta nella conduzione esecutiva. L’importante è che ognuno abbia un suo ruolo e questo ruolo non sia in conflitto ma in convergenza”.
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