
Dopo la sfuriata di GastroTicino e la presa di posizione del municipale Roberto Badaracco, ora è Lorenzo Quadri a commentare le discusse nomine del CdA di Lugano Turismo.
Quadri, lo ricordiamo, ha ceduto il proprio posto allo stesso Badaracco, visto che questi lo ha sostituito alla testa del dicastero turismo della città di Lugano.
“Da ormai ex membro del CdA di Lugano Turismo, nonché ex capodicastero turismo della città di Lugano, esprimo anch'io, come altri, la mia perplessità per l'esclusione dei ristoratori dal nuovo consiglio d'amministrazione dell'ente” ha scritto Quadri su Facebook. “È chiaro che così manca la rappresentanza di una categoria importante”
Non è però la prima volta che in seno al CdA di Lugano Turismo qualcuno non viene rappresentato: “Certo non è la prima volta che qualcuno resta fuori – conferma Quadri - Per un certo periodo, ad esempio, non c'erano i commercianti. E non è neppure negativo che sia entrato un rappresentante delle aziende di trasporto (che anch'esse non erano più rappresentate, e un ruolo turistico ce l'hanno). Questo per dire che la rappresentatività del CdA dell'Ente non è mai stata completa”.
La decisione però non è piaciuta nemmeno al municipale leghista: “Con la nuova legge sul turismo si è però voluto mettere l'accento sulla necessità di una gestione del settore più aziendale e meno politico-campanilistica-orticellistica. L'elezione di ieri non va in questa direzione, se ci sono categorie che hanno zero rappresentanti ed altre che ne hanno quattro”.
“Lo spirito della nuova legge cantonale, per cui a Lugano ci siamo battuti, era che gli imput per le scelte di politica turistica dovessero venire dal basso (il famoso "bottom up"), da chi le difficoltà del turismo le vive nella sua attività quotidiana. Se mancano "pezzi" la visione rischia di essere incompleta”, ha proseguito.
Badaracco aveva lanciato una frecciata all’indirizzo di GastroTicino, che aveva presentato ben due candidature disperdendo così voti preziosi. Una posizione condivisa anche da Quadri: “E chi è rimasto fuori avrà gioco facile nel cannoneggiare. D'altra parte non è poi così sorprendente che, se ci si presenta divisi ad elezioni notoriamente difficili, il rischio di restare tagliati fuori è grande.
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