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Lugano-Tel Aviv, aumentano le proteste fuori dal campo
© JEROEN JUMELET
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Red. Online
2 ore fa
Il PS di Lugano sulla sfida di giovedì sera: «Lo sport non è estraneo alla società e non può diventare uno strumento di normalizzazione» - Intanto diverse associazioni e movimenti pro-Pal d’oltre Gottardo condividono l’invito di andare a Cornaredo per manifestare il proprio dissenso

Sul campo la partita non è ancora iniziata, ma è fuori dallo stadio che la sfida tra FC Lugano e Maccabi Tel Aviv sta facendo discutere. Il timore principale, sulla scia di quanto avvenuto ad Amsterdam nel 2024 nella sfida tra l’Ajax e la squadra israeliana, riguarda i possibili scontri pre e post-partita. L’MpS ha interrogato il Consiglio di Stato per chiedere «quali misure concrete sono previste per evitare disordini», mentre la Polizia cantonale a Ticinonews ha affermato che «come da prassi sta monitorando la situazione, così da poter adottare le misure più adeguate in funzione della sua evoluzione».

«Al momento», ha fatto sapere domenica al CdT la società bianconera, «ci aspettiamo pochi tifosi. Per ora non è annunciato l’arrivo del tifo organizzato, ma se la situazione dovesse mutare siamo pronti: essendo una partita potenzialmente a rischio è dall’annuncio dell’avversario che ci stiamo preparando con gli Enti di primo intervento a ogni scenario», aveva puntualizzato Giordano Ferrari, responsabile sicurezza per l’FC Lugano.

Se da parte israeliana non si hanno ancora molte informazioni su chi affronterà la trasferta, nel frattempo in Ticino (ma non solo) diverse associazioni e movimenti pro-Pal si stanno organizzando per manifestare il proprio dissenso contro la presenza del Maccabi Tel Aviv sulle rive del Ceresio. «Se arriveranno a Lugano, troveranno una città pronta a contestarli. Nessuno spazio a sionismo, razzismo e fascismo, né qui né altrove», scrivevano sabato Gaza Action Ticino e altre realtà a loro affini. Un post condiviso anche oltre Gottardo da diversi movimenti pro-Palestina locali attivi da Zurigo a Losanna, passando per Berna e Basilea.

Ora in campo è sceso anche il PS di Lugano che «in vista della partita denuncia l’ipocrisia delle istituzioni calcistiche nazionali e internazionali. Non è accettabile che il mondo del calcio agisca come se nulla stesse accadendo, applicando criteri e sanzioni differenti a seconda dei Paesi coinvolti. Lo sport – scrive il Partito - non è estraneo alla società e non può diventare uno strumento di normalizzazione o di rimozione delle responsabilità politiche».

Mentre per quanto riguarda le tensioni tra tifosi e manifestanti, per i socialisti cittadini «autorità competenti e istituzioni sportive devono prevenire disordini, violenze, provocazioni e manifestazioni razziste da qualsiasi parte provengano. Chiediamo trasparenza sulle valutazioni e sulle misure previste. Qualora vi siano elementi concreti sull’arrivo di persone o gruppi coinvolti in precedenti comportamenti violenti o razzisti, le autorità dovranno adottare misure mirate e proporzionate, fino al divieto d’accesso individuale o, se necessario per garantire la sicurezza, alla limitazione della presenza della tifoseria ospite».

Il riferimento, in quest’ultimo caso, è al legame denunciato anche da molte associazioni tra una parte della tifoseria del Maccabi Tel Aviv e l’esercito israeliano (IDF), così come alla partecipazione di gruppi di tifosi caratterizzati da una forte connotazione politica e nazionalista.