
Il Museo d’Arte Orientale (MAO) di Torino e il Museo delle Culture di Lugano (MCL) hanno siglato un Accordo di programma che apre un capitolo nuovo nei rapporti internazionali tra istituzioni culturali.
L’accordo segna anche l’inizio di una collaborazione tra la Città di Torino con la sua Fondazione Torino Musei (FTM) e la Città di Lugano. Torino verserà a Lugano 360'000 franchi in quattro anni.
Questo pomeriggio, in una conferenza stampa convocata nella sala «Mazzonis» del Museo d’Arte Orientale di Torino, è stato presentato e illustrato in dettaglio il progetto di collaborazione tra lo stesso Museo d’Arte Orientale di Torino e il Museo delle Culture di Lugano.
Nei mesi scorsi, la presidente della Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni, ha chiesto al direttore del Museo delle Culture di Lugano, Francesco Paolo Campione, di studiare una formula che permettesse di adattare al MAO il Sistema delle attività del MCL.
La richiesta è nata sulla base della forte complementarietà del MCL e del MAO, musei che hanno pubblici affini, vocazioni disciplinari comuni (l’interesse per le arti orientali e per l’arte contemporanea dell’Asia) e forti potenzialità di sviluppo sinergico delle attività di formazione, di divulgazione e di comunicazione e marketing.
A partire da questa richiesta, il Museo delle Culture di Lugano ha elaborato il testo di un Accordo di programma poi approvato dal Municipio di Lugano e dal consiglio direttivo della FTM. Tale Accordo prevede che, dal 1° Febbraio 2014 al 31 Dicembre 2017, il MCL metta a disposizione del MAO il suo Sistema delle attività come modello per l’elaborazione di un analogo Sistema delle attività del MAO e con l’obiettivo dichiarato di avviare per il Museo piemontese il processo di certificazione di qualità ISO 9001:2008.
L’Accordo di programma prevede anche la definizione di una programmazione integrata delle attività espositive tra i due Musei dal 2014 al 2017.
Il contratto stipulato dai Musei e dalle Città stabilisce che il direttore del MCL - il quale ha elaborato e sperimentato moderni sistemi fondati sulla pianificazione a medio e lungo termine, sull’interazione organica col territorio e sullo sviluppo di reti internazionali di condivisione e promozione delle attività, operando anche come consulente di istituzioni ed enti locali in Italia e in Svizzera - sia il responsabile generale del progetto.
Almeno tre sono i fattori di vantaggio per il MCL e per la Città di Lugano che derivano da questo accordo di programma: affermare ulteriormente il profilo e la rilevanza internazionale del MCL e delle attività culturali della Città di Lugano. Conseguire, cioè, un sempre maggiore prestigio e una rafforzata visibilità extra moenia per ottenere i quali dovrebbero diversamente essere investite ingentissime risorse; poter lavorare su progetti di dimensione molto più ampia e comunque maggiormente in grado di attirare l’interesse di partner industriali, di finanziatori e di sponsor; accrescere i proventi da prestazioni di servizio.
L’accordo con il MAO porterà ogni anno nelle casse del MCL 66.000 €, pari a 80'900 franchi e permetterà di generare altri ricavi e altre importanti economie di scopo. Si pensi, ad esempio, al noleggio delle esposizioni temporanee del ciclo «Esovisioni» o alla condivisione degli appuntamenti seminariali e formativi. Ma, soprattutto, alla possibilità di coprodurre le esposizioni temporanee, cosa che oltre a ridurre i costi permetterà al MCL di ottenere accordi di carattere industriale molto vantaggiosi, sia per la produzione e la distribuzione dei cataloghi, sia per le linee di merchandising. La previsione è che il vantaggio complessivo si tradurrà il primo anno in un minimo di 120'000 franchi. Negli anni seguenti il primo, tale cifra potrà crescere ulteriormente, sino a superare i 160.000 franchi.
Il direttore del Museo delle Culture di Lugano, Francesco Paolo Campione, si è espresso così: "Si tratta di un progetto molto innovativo, probabilmente il primo che prevede un’interazione così profonda tra Musei di taglia fra loro comparabile a livello europeo. Un progetto, a sua volta, al centro di una rete ancora più larga di partner internazionali che tentano di costituire oggi, a diversi livelli, efficienti piattaforme di collaborazione. Un progetto, è bene sottolinearlo, semplice, che si fonda sull'applicazione di sistemi di sostenibilità dello sviluppo delle attività culturali, di pianificazione a medio e lungo termine, d'interazione organica col territorio e di ricerca sistematica delle sinergie e delle economie di scopo. Sistemi che sono oggi al centro della riflessione nel campo dell’organizzazione e della gestione di strutture operanti nel campo della cultura".
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