
Da più parti criticato per la gestione degli alberi di Lugano, in particolare per quanto riguarda gli ippocastani di Viale Castagnola, il capo della sezione del Verde pubblico della Città, Roberto Bolgé, ha rassegnato le proprie dimissioni con effetto alla fine di giugno.
La notizia è riportata oggi dal Corriere del Ticino, cui Bolgé spiega i motivi della sua scelta. "Se parto non è a causa delle polemiche" dichiara colui che aveva assunto la direzione del Verde pubblico cinque anni fa, in sostituzione dello storico Rudolf Blauenstein. "Ci sono state delle coincidenze fortuite: quando è sorta la questione degli ippocastani, in certi ambienti sono state fatte delle considerazioni anche sul mio conto. Quindi mi sono detto: a scanso di equivoci, meglio se comincio a guardarmi in giro prima che qualcuno pensi di parcheggiarmi da un'altra parte."
E proprio in quel momento a Bolgé è giunta un'offerta di lavoro dall'Ufficio federale dell'ambiente a Berna. Per cui l'ingegnere forestale classe 1976 ha deciso di cogliere al volo questa opportunità, che gli consente inoltre di avvicinarsi alla sua famiglia, che vive a Zurigo.
Bolgé quindi lascia Lugano, con un bilancio che tutto sommato ritiene soddisfacente. "La cosa più difficile per me, nel lasciare l'incarico, è abbandonare quei collaboratori che sono diventati grandi amici" spiega. Collaboratori con i quali ha fatto un grande lavoro, anche "se molto resta da fare".
"Per Lugano è una perdita importante" commenta dal canto suo la municipale Cristina Zanini Barzaghi, capodicastero dei Servizi urbani. "Non sarà facile sostituire Roberto Bolgé. Inoltre il settore del verde pubblico dev'essere comunque rinforzato, perché oggi ha una struttura che è quella della Lugano vecchia."
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