
Delusione per la scarsa attività proposta in Città, attività che non ha corrisposto le aspettative della politica locale. È con questa motivazione che il Municipio di Lugano ha intimato lo sfratto alla Fondazione delle culture della pace, che ancora solo fino a fine mese occupa gli spazi dell'ex casa comunale di Breganzona.
La notizia dello sfratto è riportata oggi da La Regione. Il quotidiano bellinzonese precisa che la disdetta del contratto per l'utilizzo dell'ex casa comunale è stata inviata alla fondazione già a fine ottobre dell'anno scorso, ma che per una serie di problemi gli attuali inquilini non hanno ancora potuto traslocare, malgrado ripetuti richiami. Dovranno però farlo al più tardi entro la fine di questo mese di marzo.
Eppure la Fondazione per le culture della pace era partita con grandi progetti. Durante il Forum sulle culture della pace, quando venne premiata Carla Del Ponte per il coraggio civile e i diritti umani, si parlava addirittura di costituire a Lugano un Istituto internazionale e interdisciplinare per la ricerca sulle Culture della Pace in relazione a studi sulla coesistenza e sui conflitti.
Ma evidentemente non è andata così. La fondazione non ha suscitato i riscontri attesi dal Municipio, che ha quindi deciso di cedere i pregiati spazi di Breganzona a un'altra fondazione o ente di interesse pubblico.
"La scelta di concederli deve rientrare in un concetto politico. A prevalere devono essere l'interesse pubblico e le ricadute sul territorio. Dovremmo inoltre far pagare un affitto, anche se contenuto" ha dichiarato il sindaco Marco Borradori, spiegando come l'ex casa comunale sia già stata oggetto di numerose richieste, tra cui quella dell'Istituto internazionale di architettura di Vico Morcote.
Un discorso, quello di Borradori, che vale sia per Breganzona che per i numerosi altri edifici divenuti patrimonio della Città in seguito alle aggregazioni.
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