
Non va giù, a molti luganesi, la decisione del Municipio di chiudere 29 toilette pubbliche su 58. Una misura che consente alla Città di risparmiare 280'000 franchi annui, ma che diversi consiglieri comunali di Lugano chiedono di rivedere. Al Municipio sono state infatti inviate quest’oggi due interpellanze distinte per ritornare sul caso della chiusura dei bagni.
La prima è stata inoltrata da sette consiglieri comunali del PLR, primo firmatario Michele Kauz, con la quale chiede un ripensamento, pur dicendosi consapevole che le misure di contenimento delle spese sono necessarie in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo.
Il PLR chiede innanzitutto se è stato fatto un sondaggio sulla frequentazione dei bagni pubblici che sono stati chiusi, quali sono le riflessioni che sono state fatte e se si è pensato a soluzioni alternative in grado comunque di ridurre i costi. I sette consiglieri comunali liberali-radicali vogliono sapere inoltre se la decisione è irreversibile o se esistono ancora margini per un ragionevole e costruttivo compromesso.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’interpellanza inviata nel pomeriggio da esponenti dell’UDC, PPD e Lega dei Ticinesi, con primi firmatari Tiziano Galeazzi e Raide Bassi (UDC). Una decisione, quella di chiudere i bagni, che i consiglieri comunali definiscono a prima vista “coraggiosa”, ma che rischia di “mettere in imbarazzo l’intera città”, di dichiarata vocazione turistica, “se non è in grado di offrire le infrastrutture per le necessità “fisiologiche basilari umane”. I firmatari chiedono quindi su quali basi il Municipio ha effettuato la sua scelta, quali contratti di pulizia a ditte esterne sono state disdette e se non fosse possibile trovare persone in loco per il mantenimento dei servizi.
Un compromesso l’ha suggerito un lettore del Corriere del Ticino, che oggi ha proposto sulle pagine del giornale il pagamento per l’uso delle toilette. Si tratta di Harry Herber, giardiniere di Cassarate, il quale propone di introdurre una prebenda d'uso. Per esempio un franco o un euro per ogni necessità corporale.
È un'idea. Il Municipio di Lugano si era comunque detto disponibile a lasciare la chiave dei bagni pubblici a chi fosse interessato a riprenderne la gestione. L'impressione è che nei prossimi tempi qualcosa si muoverà. E magari qualche porta di wc riaprirà.
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