
L'idea di un tunnel sotto il Lungolago di Lugano, in modo da rendere pedonale la strada in superficie, non è affatto nuova. Regolarmente torna alla ribalta e altrettanto regolarmente viene rimessa nel cassetto, principalmente a causa degli elevati costi che una soluzione del genere comporterebbe.Ma ora forse qualcosa si sta muovendo. O perlomeno il dibattito è ripreso. Il consigliere comunale PPD Rolf Endriss ha infatti presentato una mozione, intitolata "La promenade di Lugano, una nuova terrazza sul Lungolago", con la quale chiede di rivalutare questa opzione. E la Commissione della pianificazione, nel suo rapporto di maggioranza, invita il Consiglio comunale ad approvare il concetto pianificatorio proposto da Endriss. Vi sarà, a dire il vero, pure un rapporto di minoranza del PS, favorevola alla pedonalizzazione ma contrario al tunnel, ma questo non è ancora pervenuto.Il rapporto di maggioranza, come detto favorevole al tunnel e alla pedonalizzazione del Lungolago, è stato firmato dai relatori Giordano Macchi e Gianfranco Rè. "Valorizzare il Lungolago è strategicamente fondamentale" ha affermato Macchi, "invece negli ultimi anni ci si è concentrati principalmente su poli funzionali come quello culturale, con il LAC, e congressuale, a Campo Marzio. Progetti che scaldano il cuore, ma in futuro bisognerà puntare di più sul riqualificare il tessuto urbano che sul costruire nuovi mega centri."L'ingegnere Gianni Brugnoli, che ha partecipato allo studio del piano viario, intervistato dal CdT ha però frenato gli entusiasmi. Una pedonalizzazione del Lungolago senza tunnel, secondo lui, sarebbe impossibile in quanto altri assi già molto carichi rischierebbero di esplodere. "L'avevamo studiata nei primi approcci al PVP, ma ci siamo resi conto che fisicamente è impossibile, serve un'alternativa per far passare le auto. Via Maraini è già un asse molto carico e non possiamo trasferirci le auto del Lungolago."C'era stato, anni fa, un progetto di tunnel subacqueo pensato dall'architetto Mario Botta. "È vero che si sarebbero tolte le auto dal Lungolago" spiega Brugnoli, "ma si sarebbero create due trincee, all'entrata e all'uscita del tunnel, che avrebbero avuto un impatto negativo. L'idea è complicata, tecnicamente, finanziariamente e paesaggisticamente."Un'alternativa sarebbe rendere più difficile la circolazione sulla strada attuale. "Si potrebbe creare una pavimentazione pregiata come quella di Piazza Riforma" afferma ancora Brugnoli, "per scoraggiare gli automobilisti che attraversano il Lungolago in modo non adeguato."Insomma, le difficoltà ci sono. Il tunnel del Lungolago resterà solo un miraggio? Lo dirà, prossimamente, il Consiglio comunale.
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