
La Città di Lugano presenta i risultati del progetto “Punto Contatto 70+”, che ha analizzato le condizioni di vita degli anziani che vivono soli. Lo studio restituisce un quadro in chiaroscuro: da un lato una popolazione ancora autonoma, dall’altro fragilità crescenti. Tre quarti degli intervistati dichiarano un buon livello di benessere e conducono una vita indipendente. Tuttavia, emergono difficoltà legate soprattutto alla gestione quotidiana, alla mobilità e alla rete sociale.
Solitudine: il nodo principale
Più della metà degli anziani (52,8%) vive da sola e circa un quarto non ha una rete di supporto nelle vicinanze. Il 7% afferma di non avere nessuno su cui contare: su scala cittadina si tratta di circa 600 persone. La vita sociale resta contenuta: il 40% non prende mai parte ad attività di comunità. Un dato che evidenzia margini di miglioramento sul piano dell’inclusione e della partecipazione.
Salute e mobilità sotto osservazione
Quasi la metà degli intervistati segnala problemi di salute, soprattutto muscolo-scheletrici e cardiovascolari. Alcuni incontrano difficoltà negli spostamenti o vivono in abitazioni con barriere architettoniche. Lo sportello di ascolto e consulenza sociale ha già registrato oltre 300 richieste, confermando un bisogno concreto di orientamento e accompagnamento.
Le misure della Città
Alla luce dei risultati, Lugano punta a rafforzare i servizi: miglior accesso alle informazioni, reti sociali di prossimità, iniziative intergenerazionali e nuove attività per favorire la partecipazione. «Dobbiamo intervenire prima che l’isolamento diventi strutturale», sottolinea Lorenzo Quadri. «L’obiettivo è sostenere autonomia e qualità di vita degli anziani».

