
Un ticinese e tre cittadini italiani sono alla sbarra davanti alla Corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta dal giudice Claudio Zali, per una truffa da 3 milioni e mezzo di euro. Durante il dibattimento si dovrà chiarire, in particolare, alcuni aspetti del colpo a danno di un imprenditore italiano. Il quartetto, in aula da questa mattina, aveva convinto l’imprenditore a depositare l’ingente somma in una cassetta di sicurezza in una banca luganese. Ma i truffatori erano in possesso di una seconda chiave, che avevano usato per prelevare il denaro e scappare. Le indagini, che coinvolgono quindici persone, proseguono anche in Germania, dove sarebbero state effettuate truffe con questa dinamica. Gli inquirenti sono alla ricerca degli ideatori di queste truffe, tutt’ora in fuga.
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