
In un'interrogazione inoltrata al Municipio di Lugano, i consiglieri comunali PPD Sara Beretta Piccoli e Giovanni Albertini chiedono maggiori lumi sui lavori di Viale Castagnola, in particolare sulle criticità viarie-ciclistiche, nonché sul destino delle colonne storiche dello stesso.
"Da qualche mese" esordiscono Beretta Piccoli e Albertini, "si sono conclusi i lavori preliminari di ripristino del Viale Castagnola, con la posa di Bagolari e la demarcazione per il transito di biciclette. Si ricorda che l’ICOMOS (Elenco dei giardini storici della Svizzera) annoverava Viale Castagnola “quale alberatura protetta come viale alberato con bei esemplari di ippocastani Aesculus hippocastanum, paracarri in pietra e colonne per affissione”. Purtroppo gli ippocastani sono stati sacrificati nell’ottica di una sicurezza stradale e pedonale, mentre invece i paracarri in pietra, rispettivamente le colonne storiche per affissione di pubblicità, non hanno fatto più ritorno, sebbene il Municipio avesse affermato che sarebbero tornati al loro posto.
"È anche vero" proseguenono, "che la Commissione Cantonale dei beni culturali aveva dato preavviso favorevole al progetto di risanamento e riqualifica. Al momento, oltre alla mancanza dei manufatti storici, si sono create delle criticità riguardo il transito sicuro per i ciclisti, nella posa delle corsie preferenziali".
Menzionando una precedente interrogazione, i due consiglieri comunali ricordano che il PPD chiedeva, "purtroppo inutilmente, la creazione di una pista ciclabile separata, cosa che avrebbe impedito le problematiche che si manifestano ora sui marciapiedi, con il passaggio di ciclisti che non si sentono sicuri al lato degli autoveicoli. Nella fattispecie, in direzione di Castagnola, dopo un primo tratto sicuro, il ciclista si trova a dover aggirare, in caso di fermata del bus, il trasporto collettivo, mettendo a rischio la sua percorrenza, ed intralciando i veicoli".
"In direzione di Lugano invece", aggiungono, "le due corsie, che prima dei lavori erano entrambe utilizzate dagli autoveicoli, sono ora suddivise in due corsie separate, nell’ultimo tratto, quella di sinistra per i bus, e quella di destra per gli automezzi. Sulla corsia destra però vi è pure, per ¾ del Viale la demarcazione per il transito di biciclette, che poi nell’ultima parte del percorso, si devono spostare sulla corsia di sinistra, ovvero quella dei bus".
"E qui si creano alcuni problemi2, fanno notare Beretta Piccoli e Albertini: "1. Se le auto lasciano il posto alle biciclette, il bus non riesce a percorrere celermente la sua corsia fino al semaforo, per mancanza di spazio. 2. Se le auto restano sulla loro corsia, le biciclette non passano più; 3. Le biciclette devono passare dal lato destro, al lato sinistro, per finire la corsa sulla corsia del bus, facendo così una manovra piuttosto pericolosa".
Fatte queste premesse i due consiglieri comunali sottopongono le seguenti domande al Municipio:
● Quali beni e oggetti rientravano nella definizione di bene storico?
● Dove sono le colonne storiche per affissione? Quando è previsto il loro riposizionamento?
● La nuova cartellonistica pubblicitaria rientra nel “modello” di bene culturale?
● Come si pensa di voler risolvere la questione della sicurezza ciclistica e la conseguente fluidità del traffico?
● Sarebbe possibile un riposizionamento delle corsie ciclabili?
● Per quando si prevede di lasciar circolare i ciclisti sulle corsie preferenziali dei bus nel resto della città? In attesa delle vostre risposte, porgiamo distinti saluti Sara Beretta Piccoli e Giovanni Albertini (PPD e GG)
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