
La tassa di culto è al centro di un'interrogazione inoltrata ieri al Municipio di Lugano da Demis Fumasoli (Partito comunista, gruppo PS).
Il consigliere comunale propone infatti di modificare le regole di incasso di questa tassa, in modo che la Città possa recuperare una somma stimata in 700'000 franchi annui.
Fumasoli fa infatti notare che nel Preventivo 2016 della Città di Lugano, alla pagina 204, "appare al paragrafo 39 (culto) una spesa di 700'000.-- chf, mentre in ricavi è inserita la cifra 0.-- chf."
"Attraverso il decreto legislativo concernente l’imposta di culto delle Parrocchie e delle Comunità regionali della Chiesa evangelica riformata abbinato al Regolamento di applicazione del decreto legislativo sull’imposta di culto” scrive Fumasoli nella sua interrogazione, abbiamo la possibilità di recuperare ben 700'000.-- chf., migliorando di conseguenza il preventivo."
"Questo passaggio da un pagamento “una tantum” (a fondo perso) deciso dal Municipio e/o Consiglio comunale (quindi per tutta la popolazione), al pagamento in base alle regole fiscali, ed al reale fabbisogno del Consiglio Parrocchiale e delle Comunità regionali, comporterà alcuni vantaggi secondo me importanti" prosegue Fumasoli. "Il pagamento della tassa, avverrà solo in base alla volontà dell’individuo; il Consiglio Parrocchiale e/o le Comunità, chiederanno in base al reale fabbisogno; l’amministrazione comunale verrà sgravata di Fr. 700'000.--."
Il consigliere comunale comunista ritiene oltretutto "di non dover fare approdare la discussione sui banchi del Consiglio Comunale, in quanto il tutto, è stato già discusso dal Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino, con la volontà finale di fare applicare questo decreto legislativo."
La sua interrogazione si conclude quindi con un'unica domanda: "Ha intenzione il Municipio di Lugano, di prendere in considerazione, e quindi applicare, il decreto legislativo cantonale?"
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