
La Città di Lugano e l'Ente regionale di sviluppo del Luganese hanno firmato ieri a Palazzo Civico un Memorandum di Intesa con la Città di Zhenjiang e la sua nuova area di sviluppo, sede di aziende multinazionali provenienti da tutto il mondo. La firma è avvenuta nell'ambito dell'evento "Lugano-Zhenjiang, un'alleanza sino-svizzera", alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali e di aziende private svizzere, cinesi ed estere. Inoltre, per la prima volta, grazie alla collaborazione con il gruppo luganese Financial Technologies, specializzato nella gestione di operazioni di carattere straordinario su scala internazionale, la Città ha accolto la stipula di accordi concreti di natura strategica fra enti cinesi e imprenditori svizzeri ed europei.
L'evento è coinciso con il 65. anniversario dei rapporti diplomatici sino-svizzeri ed è stato organizzato dalla Città in collaborazione con il Gruppo Financial Technologies, operatore specialistico nella gestione di operazioni strategiche verso l'Asia basato a Lugano. L’obiettivo della Città e dei suoi partner è, infatti, quello di unire le forze e le competenze dei settori pubblico e privato, al fine di trovare per Lugano un nuovo posizionamento strategico, volto a promuovere Lugano e il Luganese, ma non solo, quale piattaforma privilegiata per la Cina e luogo di nuovo insediamento d'impresa.
L'incontro - cui hanno partecipato una sessantina di rappresentanti del mondo politico ed economico - ha permesso di presentare una serie di approfondimenti tematici sulle opportunità di sviluppoincrociato fra Lugano e Zhenjiang, una città situata nell’est della Cina, nella Provincia dello Jiangsu, con una popolazione urbana di oltre tre milioni di abitanti. Zhenjiang è un importantecrocevia di scambi ed è la città con l'area industriale più importante del sud-est della Cina; nel 2013 ha ricevuto il label "Città a misura d'uomo". La sua accessibilità e i suoi collegamenti, versol'interno e l'esterno, sono eccellenti, con quattro aeroporti di riferimento ed è attraversata da sei linee ferroviarie.
Per la Svizzera questa regione è di particolare interesse poiché vi ha sede il Parco ecoindustriale sino-svizzero (SSZEIP), che ha una superficie di 20 km2 ed è stato creato nel 2012 su iniziativa delDipartimento federale dell'economia e del Ministero del Commercio cinese, con l'obiettivo di promuovere la collaborazione fra compagnie cinesi ed elvetiche. Oggi è attivo in quattro ambitiprioritari - energie innovative, biomedicina, industria e ricerca nel settore sanitario – e vi si sono insediate 12 aziende svizzere per un investimento di 300 milioni di dollari. I rappresentanti delParco SSZEIP e la municipalità di Zhenjiang ieri hanno stipulato a Lugano quattro accordi specifici di natura strategica con altrettante aziende, due svizzere e due europee, rendendo di fatto giàLugano una piattaforma internazionale. I settori di attività rappresentati sono all’avanguardia e rispecchiano gli obiettivi del parco ecoindustriale: riguardano, ad esempio, nuove tecnologie per il trattamento dei rifiuti alimentari o per l’esecuzione di sondaggi ambientali.
Per la Città di Lugano sono intervenuti il sindaco Marco Borradori e il municipale Michele Foletti, che hanno ricordato come Lugano si stia impegnando concretamente nel costruire e favorire legami con alcune realtà cinesi importanti attive sia nel settore economico sia in quello diplomatico. L’obiettivo condiviso è quello di operare per consolidare una rete che coinvolga attivamente gli entipubblici, le istituzioni accademiche e bancarie, le aziende e le associazioni mantello attive sul territorio.
Per la Camera di Commercio dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino è intervenuto il vicedirettore Marco Passalia, che ha illustrato l'impatto degli accordi di libero scambio fra Svizzera e Cina sul nostro territorio e i benefici per le aziende di entrambi i Paesi. Per la Svizzera, infatti, la Cina è il partner commerciale più importante dopo l’Unione europea e gli Stati Uniti.
Gian Luca Olivieri, CEO del Gruppo Financial Technologies - che ha creato il contatto istituzionale con la Città di Zhenjiang e curato la stesura del dispositivo contrattuale che ha portato allarealizzazione degli accordi di natura privata - ha messo l’accento su un approccio ai rapporti fra Cina e Svizzera che non si limita a guardare al territorio economico locale come fruitore direttodegli accordi commerciali, ma che vuole capire in che misura tali accordi possano mettere la piazza di Lugano in condizione di qualificarsi come piattaforma di caratura internazionale per attività disviluppo verso mercati esteri in forte crescita, come quello cinese. La logica perseguita mira al riconoscimento del valore strategico di attività sviluppate dalla piccola impresa nell’ottica di unaloro applicazione su vasta scala.
Le realtà estere presenti ieri a Lugano sono una testimonianza che conferma l’esistenza di un margine di manovra molto concreto.
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