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Lugano pensa all'emergenza climatica
Lugano pensa all'emergenza climatica
Lugano pensa all'emergenza climatica
Redazione
7 anni fa
Il Municipio ha risposto alla lettera dei giovani presentata durante lo sciopero e illustrato la sua strategia ambientale

Il 15 marzo scorso i giovani ticinesi hanno scioperato per il clima e anche a Lugano hanno consegnato una serie di richieste. E la città ha risposto, stilando pure un bilancio della strategia energetica cittadina, che da un lato vuole diminuire i consumi, dall’altro produrre più energia pulita.

"La produzione di energie rinnovabili sul territorio è possibile" spiega Ugo Bernasconi, responsabile dell'area Ambiente ed Energia, ai microfoni di TeleTicino. "Dobbiamo definire cosa vogliamo sfruttare e come. Pensiamo ad esempio al solare per la produzione di corrente elettrica o per la produzione di calore, alla biomassa, alla geotermia, alla creazione di centrali e reti di teleriscaldamento, allo sfruttamento delle canalizzazioni delle acque reflue per il calore, alla possibilità di sfruttare canalizzazioni o acquedotti per la produzione di corrente elettrica. Queste sono le modalità con le quali stiamo cercando di sviluppare un concetto e degli obiettivi per aumentare la produzione di energie rinnovabili".

Sulla scia di Greta Thumberg, i giovani avevano chiesto anche di proclamare l'emergenza climatica. Anche in questo caso Lugano sembra voler rispondere positivamente. "Ci sono 300 città al mondo che l'hanno dichiarato formalmente, mentre in Svizzera ce ne sono alcune, come Basilea e Zurigo che ci sta pensando" sottolinea il muncipale Angelo Jelmini. "È una questione simbolica che serve a ricavare consapevolezza dell'importanza del tema e di riflesso prendere delle decisioni politiche conseguenti".

L'idea è di presentare prossimamente un messaggio al consiglio comunale affinché siano tutti gli organi politici a dichiarare lo stato di emergenza. Se ne riparlerà quindi al rientro dalle vacanze, ma in Municipio, pur con qualche prevedibile défaillance, l'idea sembra fare la maggioranza.

"Credo sia arrivato il momento di rendersi conto che qualcosa sta cambiando a livello climatico, ma anche a livello di coscienze" sostiene il sindaco Marco Borradori. "I giovani sono coloro che gestiranno e avranno il mondo in mano, quindi credo che le loro richieste vadano veramente prese sul serio. Per quanto riguarda noi, devo dire che spesso le procedure sono lunghe e ci portano via del tempo. Però è chiaro che vogliamo riuscire a velocizzare comunque le procedure".

Nella strategia cittadina vi è anche la richiesta del marchio città dell'energia, per cui l’audit si svolgerà a settembre. 

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino 

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