
Genitori turbolenti? "E i docenti allora?". Stamattina vi abbiamo riferito della risposta del Municipio di Lugano a un'interrogazione della consigliera comunale Francesca Bordoni Brooks (PPD), dalla quale si evince che nel 2012 in tre occasioni si è reso necessario un presidio di Polizia davanti alle scuole a causa di genitori troppo aggressivi.
"Caro sindaco"
Uno di questi genitori "troppo aggressivi", protagonista di uno dei due episodi di Molino Nuovo, non ha affatto gradito le affermazioni del Municipio. "Caro sindaco" afferma la mamma in questione. "Io sono andata in escandescenza, certo, ma perché non parli anche del comportamento dei docenti?"
"Perché i genitori arrivano all'esasperazione?"
La mamma di Molino Nuovo, quando ha letto l'articolo, ha avuto un travaso di bile. "Non è possibile che raccontino tali fandonie" ci dice. "Se in una stessa scuola, e in altri istituti come quello di Barbengo, si registrano più volte episodi di genitori che danno in escandescenza, forse occorre anche chiedersi come mai questi genitori arrivano all'esasperazione."
"Un esplosiva concentrazione di stranieri"
La situazione delle scuole elementari, secondo quanto descritto dalla mamma, non è delle più facili. L'alta concentrazione di allievi stranieri, a suo dire, crea non pochi problemi di convivenza. Tra gli allievi, ma anche tra i genitori, che hanno diversi modi di concepire il ruolo della scuola e i rapporti tra compagni di classe.
"Mia figlia vittima dei bulli"
Non per niente, quando la "nostra" mamma ha perso le staffe è stato a causa dell'ennesima provocazione di un genitore straniero, una provocazione seguita alle già pesanti minacce proferitele durante una riunione dei genitori. Episodi che si sono aggiunti ai soprusi subiti dalla figlia, come quella volta che un compagno di classe le impedì di entrare in aula e la accompagnò all'asilo, il tutto all'insaputa di sua mamma. "Nella scuola c'è bullismo, dappertutto, anche in classe, ma i docenti non si accorgono di niente. A mia figlia, che ha 8 anni e va in terza elementare, i compagni vendono penne a 100 franchi!"
"Tranquillo? E la rissa allora?"
A scatenare l'ira della donna, quindi, è stato un cumulo di episodi legati ai soliti noti. "Io ero già andata a denunciare i soprusi in direzione, ma mi hanno detto che no, non è vero, e che quella famiglia è tranquillissima. Quando poi invece il padre è tra coloro che sono stati coinvolti nella famosa rissa di maggio fuori da un ristorante a Marchirolo... Giusto per dire che tipi tranquilli sono."
"E il bidello dov'è?"
"Io, quel giorno, ho sbraitato, è vero. Ma non ho mai messo le mani addosso a nessuno e mai lo farei" continua la mamma. "Con grande sorpresa, però, ho visto che nei giorni seguenti all'entrata della scuola era stato posti un agente privato, mentre di solito il custode, che sarebbe poi la persona preposta a mantenere la sicurezza, non lo si vede mai."
"Gli agenti terrorizzavano i genitori"
Il Municipio, nella sua risposta, ha affermato che i presidi erano effettuati da agenti di Polizia, e in modo il più possibile discreto. Secondo la mamma non era affatto così. "L'agente, non di Polizia bensì di un'agenzia di sicurezza, stava tutto il giorno davanti all'entrata a sparlare con i genitori che aspettavano i figli. Quello è un pedofilo, quella una mamma violenta, quello un padre che vuole rapire il figlio... Ha terrorizzato i genitori! Altro che presidio di sicurezza..."
"I docenti difesi fino all'osso"
Una reazione, quella della scuola, che la mamma reputa esagerata. "Anzi, non esagerata, ancora di più. Se un docente combina qualcosa non si dice nulla, se una mamma esasperata se la prende con un altro genitore, invece, succede il finimondo. E poi, a distanza di molti mesi, si finisce pure spiattellati sui giornali."
"Come mai quel docente non insegna più qui?"
Tra i docenti, secondo la mamma, in diversi non sarebbero preparati ad affrontare la situazione di crescente tensione che si pone loro di fronte. "Come mai il docente che urlava dalla mattina alla sera non insegna più a Molino Nuovo? Forse invece di prendere sempre di mira i genitori, bisogna guardare anche i docenti."
"Scriverò a Borradori"
Per la mamma, la vicenda non è finita qui. Le ha dato tremendamente fastidio il modo in cui il Municipio avrebbe coperto le malefatte dei docenti per far risaltare invece quella sua isolata perdita di staffe. Ora ha voglia di scrivere al sindaco Marco Borradori. Perché va bene sopportare i soprusi e il bullismo, ma passare per la folle di turno, quello no. E tutti lo devono sapere.
AS
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