
Turismo si? Turismo no? Non è ancora ben chiaro la bilancia da quale lato penda, ma di certo l'economia del paese non sta propriamente toccando altissimi livelli. Basti pensare ai settori alberghiero e commerciale.Hotel trasformati in case per anziani o in residenze di lusso; stanze affittate a studenti che possono permettersi appena dei monolocali, soprattutto visti i costi degli affitti nelle zone più centrali.Proprio il Caffè scrive questa mattina che negli ultimi anni solo nel Luganese hanno chiuso decine di hotel, molti legati a famiglie che hanno fatto la storia del turismo ticinese. Chiusura dopo chiusura va scomparendo anche nel Locarnese una tradizione che era stata un atout dell'albergheria cantonale. Alcuni hotel sono stati trasformati in appartamenti, altri in residenze di lusso per anziani. Da ultimo, il Du Lac di Paradiso che chiude dopo quasi un secolo di attività.Lottare serve a poco ormai, in una realtà dove riescono a spingersi "oltre" solo i grandi. Realizzando con concretezza che i prezzi del mercato aiutano ben poco chi è "li-li" per affondare. Sono i vincoli e la dimensione degli investimenti a scoraggiare i più piccoli infatti, e questa realtà non riguarda solo gli alberghi, ma si tratta di una crisi che colpisce anche i negozianti, ad esempio, che spesso non possono permettersi enormi investimenti.È un circolo vizioso: meno pernottamenti, chiudono gli hotel e si riduce l'offerta. Come hotel di lusso rimangono lo Splendid e l'Eden, con quest'ultimo che ha già annunciato la chiusura, come ha dichiarato Fernando Brunner, presidente degli albergatori ticinesi. Rimanendo, fiduciosi, in attesa di importanti investimenti delle grandi catene alberghiere.
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