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Ticino
"Lugano non sta fallendo e non fallirà"
Redazione
13 anni fa
Così Lorenzo Jelmini, capogruppo PPD in consiglio comunale, smorza i toni allarmistici sui problemi finanziari di Lugano

"Lugano non sta fallendo e non fallirà". Non ha usato mezzi termini il capogruppo PPD in consiglio comunale Lorenzo Jelmini durante la conferenza stampa indetta dal partito per fare qualche precisazione in merito ai problemi finanziari della città.

Secondo Jelmini paragonare la città sulle rive del Ceresio al Titanic è un "gravissimo errore" che, oltre a dare un'immagine pubblica completamente sbagliata, fa fuggire a gambe levate gli imprenditori. Un allarmismo che vuole soltanto giustificare scelte drastiche e soprattutto, si legge nel comunicato diramato nel pomeriggio, “per far digerire al proprio elettorato, ampiamente abbindolato prima delle elezioni dello scorso aprile, la necessità di aumentare il moltiplicatore e passare così da salvatori della patria”.

Le frecciatine sono rivolte in particolar modo contro le due forze politiche con maggior peso in Municipio, Lega e PLR, che non hanno saputo far politica in questi ultimi anni a Lugano. “L’unico fallimento” scrive il PPD “è relativo a una gestione finanziaria basata sull’improvvisazione e sul populismo che ha sempre ritenuto che un ente pubblico può spendere come meglio crede senza farsi troppi problemi e che considera il moltiplicatore non uno strumento per la gestione della cosa pubblica, bensì un mezzo di propaganda elettorale”.

“Peccato che questi politici” continua il partito “non abbiano avuto il coraggio, come fatto da PPD e PS, di ascoltare i loro rappresentanti in Municipio, in particolare il responsabile delle finanze, che ad aprile avevano detto a chiari lettere che bisognava un respiro maggiore aumentando le risorse”.

Infine il PPD addita i responsabili della situazione finanziaria che si è venuta a creare a Lugano. “La responsabilità è di chi non ha mai presentato i preventivi in tempi utili; non ha mai presentato un Piano finanziario, più volte richiesto e mai allestito; non ha mai presentato un Piano degli investimenti a Lugano; ha voluto l’assurda frammentazione dei Dicasteri per garantirsi controllo di potere; ha voluto l’assurda frammentazione di LAC e DAC per poter assumere propri amici; ha usato il credito di crisi per attuare lavori senza dover presentare messaggi; ha gestito la problematica Casinò con superficialità; non si è accorto che la valanga incominciava a scendere già nel 2007 quando le banche hanno iniziato a ridurre pesantemente i loro contributi compensati solo da maggiori entrate dalle persone fisiche; non ha voluto considerare quanto proposto da altri, come per esempio le Mozioni su promovimento economico (nr.3434) o sul Microcredito (nr.3439) per diversificare le entrate; ha usato le sopravvenienze non come entrate eccezionali ma come certezze; proponeva progetti strampalati, quali la XIII AVS, anziché lavorare con gli altri gruppi in CC per migliorare il Regolamento sociale; non ha mai voluto attuare una politica di gestione del personale usando sovente le assunzioni per scopi elettorali; non ha mai voluto regolare la questione sulla Tassa sul sacco accogliendo la Mozione “Sacco Bello” presentato dal PPD per togliere Lugano dall'illegalità".

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