
Il Municipio di Lugano ha preso posizione sulla mozione presentata nell'ottobre 2016 dai consiglieri comunali Nicholas Marioli, Daniele Casalini, Ero Medolago, Omar Wicht, Marco Seitz, Norman Luraschi e Gian Maria Bianchetti (tutti Lega) per chiedere di introdurre dei corsi facoltativi di dialetto ticinese nelle scuole elementari, invitando il Legislativo a respingerla.
I mozionanti chiedevano di modificare il Regolamento comunale, introducendo un articolo intitolato "cultura tradizionale e locale" in modo da obbligare i servizi scolastici a promuovere corsi facoltativi di usi e costumi territoriali con anche la possibilità, per coloro che lo desiderano, di partecipare a corsi di conversazione dialettale.
Il Municipio, nel suo messaggio, non nega "l'importanza degli intendimenti dei mozionanti", ma evidenzia che "la mozione contempla molto di più di quanto il suo titolo potrebbe lasciare intendere."
"Nel testo dell'atto parlamentare, oltre ad auspicare momenti facoltativi destinati all'apprendimento e all'uso del dialetto, si esplicita la richiesta di introdurre corsi facoltativi di usi e costumi territoriali, con un taglio particolarmente legato alla cultura locale e popolare" scrive il Municipio, facendo notare che "lo studio della storia, della cultura e dei costumi del nostro territorio non possono assumere carattere facoltativo, ma devono restare temi di carattere obbligatorio e per questo inseriti nei programmi scolastici legati, in particolare, al secondo ciclo della scuola elementare (dalla terza alla quinta)."
Il Municipio elenca poi le numerose tematiche legate alla storia locale già oggi trattate nell'ambito delle lezioni obbligatorie, "la cui traslazione in un ambito facoltativo non è proponibile".
Inoltre, spiega l'esecutivo, una modifica del regolamento scolastico non sarebbe possibile, visto che la definizione dei programmi di insegnamento compete al Cantone.
In conclusione, malgrado il Municipio proponga la reiezione della mozione, evidenzia che "già oggi sostiene la conoscenza della storia e delle tradizioni locali - anche linguistiche - e intende continuare su questa via."
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