Lugano, nasce il movimento “villaggi traditi”
Il gruppo si dice “deluso” della mancanza di una chiara strategia da parte del Municipio verso i quartieri aggregati e vuole diventare un punto di “incontro e confronto” per la pianificazione di questi villaggi
di ls
Lugano, nasce il movimento “villaggi traditi”
Carona. Foto Villaggi Traditi

“Dopo 9 anni di matrimonio, la sposa si sente trascurata, se non addirittura tradita”. Esordisce così la lettera del gruppo Villaggi traditi, un nuovo movimento che punta a costruire una visione identitaria della città di Lugano con i suoi quartieri aggregati. Questo dopo che le attese verso la cura di questi territori - come Carona, Sonvico, Bré e Gandria - “sono andate deluse”.

Secondo il movimento, a quasi dieci anni dalle ultime aggregazioni, è infatti sempre più chiara la “mancanza di una strategia, di una riflessione, di pensiero politico e culturale” che orienti l’azione del Municipio. “Manca del tutto o quasi la volontà di comprendere, di studiare, di approfondire i contenuti di questi territori”, sottolinea il movimento, di cui non vengono fatti i nomi dei membri fondatori. “Lugano oggi non è più solo il solo centro cittadino affacciato sul Ceresio, ma una nuova e complessa realtà composta da villaggi, nuclei storici e paesaggi con peculiarità diverse”. Villaggitraditi.ch vuole dunque essere un punto di incontro e di confronto per indirizzare una pianificazione di questi villaggi e delle zone periurbane di Lugano, in linea con le esigenze di oggi.

Occhi puntati sul Glamping a Carona, un progetto che “fa acqua da tutte le parti”
Il primo tema che il gruppo Villaggi traditi affronta è la realizzazione di un villaggio glamping, che comprende circa 50 unità abitative, presso la piscina pubblica di Carona. A essere contestata è la cessione a privati della maggiore e più pregiata parte della piscina e a un “possibile uso esclusivo dei clienti del Club Village” della struttura. Il progetto rischia quindi di precludere alla popolazione “di usufruire un’area di svago con molte potenzialità”. “La pianificazione sta appena iniziando e sul progetto il Dipartimento del Territorio ha già espresso serie perplessità”, evidenzia il gruppo. “La variante del Piano Regolatore non è quindi ancora stata approvata, ma Lugano (anche questa volta) fa precedere i concorsi per la progettazione dell’opera prima di ponderare tutti gli interessi con una pianificazione più globale del territorio. Questo modo semplicistico di sbarazzarsi di zone pregiate del territorio, cedendoli ai privati per non doversene occupare quale ente pubblico responsabile, sembra essere la modalità con la quale Lugano affronta le sue aggregazioni. Confidiamo che su questi temi i cittadini aprano un serio e costruttivo dibattito”.

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