
Ironia della sorte. A Lugano il giorno dopo il preventivo day, il più severo verso le proposte avanzate dal Municipio per iniziare a risanare il deficit, altri non è che il capogruppo leghista Attilio Bignasca. "Se pensano di tagliare sui servizi scolastici per salvare il Museo delle Culture si sbagliano di grosso. E il moltiplicatore può aumentare al massimo al 76%", taglia corto.
"Quello che serve è una città meno Internazionale, che invece che concentrarsi su progetti grandiosi che alla fine sono solo un costo, investa su qualcosa che abbia un ritorno economico", gli fa eco Massimo Collura. E non è difficile capire che il presidente dei verdi Luganesi nel suo affondo si stia riferendo al LAC.
Un po' meno drastico è il capogruppo dei popolari democratici, almeno sul metodo di lavoro. Secondo Lorenzo Jelmini, quanto meno, si nota un cambiamento di mentalità. Poi sulle misure ci sarà tempo per discutere. Quello che è certo è che questa volta il PPD pretenderà da parte dell'intero consiglio comunale gioco di squadra. "I giochetti politici non saranno tollerati", avvisa.
Soddisfatto del metodo di lavoro è anche il capogruppo socialista Martino Rossi, per nulla scandalizzato da un moltiplicatore all'80%. Anche perché, citiamo, "due o tre punti in meno di moltiplicatore servirebbero unicamente a salvare la faccia a chi era contrario, ossia Lorenzo Quadri, non a cambiare la sostanza". Il PS in ogni caso vigilerà, per capire su quali fasce di reddito le novità andranno maggiormente a colpire.
Terminiamo con il capogruppo dell'ex partito di maggioranza relativa in Municipio: secondo il PLR di Roberto Badaracco c'è un chiaro disequilibrio tra i risparmi e le nuove entrate. Insomma, prima di chiedere sacrifici alla popolazione prima occorre razionalizzare l'amministrazione.
Siamo solo all'inizio. Di discussioni e polemiche ce ne sono state e ancora ce ne saranno. Quello che è certo, ma non è una novità, è che per questo preventivo la strada è tutta in salita.
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