
Per tre anni consecutivi (2015, 2016 e 2017) Lugano è risultata la città più sicura in Svizzera. In tema sicurezza però esistono una dimensione oggettiva, confermata dai reati osservati, e una dimensione soggettiva, espressa dalla percezione avvertita dai cittadini, che può essere influenzata da molti fattori, come i rapporti con il vicinato o eventuali reati subiti. Da molti anni si conducono ricerche sul senso di sicurezza e la vittimizzazione; sono però disponibili poche ricerche che permettono di operare un confronto fra sicurezza, vittimizzazione, fiducia nelle istituzioni e abitudini nell’uso di internet e dei social media.
Per questo motivo la Polizia della città di Lugano ha deciso di lanciare un sondaggio, denominato LOSAI, per raccogliere e conoscere le esperienze della popolazione in materia di sicurezza. Un sondaggio approntato in collaborazione con l’Unità di criminologia della Scuola di scienze criminali dell’Università di Losanna - composta dal prof. Marcelo F. Aebi, dal prof. Stefano Caneppele, coordinatore del progetto, e dalla dott.ssa Christine Burkhardt – e con il supporto del Servizio statistica urbana, della Divisione informatica e della Divisione comunicazione e relazioni istituzionali della Città di Lugano.
Il sondaggio rientra in un progetto più ampio di analisi dei crimini registrati a Lugano da parte dell’Unità di criminologia, che sin dagli anni ’80 del secolo scorso ha sviluppato una competenza specifica nel campo delle statistiche della criminalità e delle indagini di vittimizzazione.
LOSAI (Lugano, le opinioni sulla sicurezza degli abitanti: interviste) consentirà di “fotografare” la situazione in tutti i quartieri di Lugano. La terminologia adottata nel titolo stesso del sondaggio – “interviste”, non “indagini” – sottolinea che si agisce in un’ottica di vicinanza con gli abitanti di Lugano e che il loro contributo è prezioso.
Il questionario sarà recapito a 15’000 cittadine e cittadini dai 16 anni in sù estratti in modo casuale per ogni quartiere. Il questionario si compone di 51 domande suddivise in 10 sezioni: la vita a Lugano, la vita nel proprio quartiere, quando si esce di casa, quando si è connessi online, il sentimento di sicurezza nel proprio quartiere, eventuali esperienze personali come vittime di reati, misure di protezione adottate, la Polizia della Città di Lugano, le iniziative per la sicurezza messe in atto dalla Città e infine alcune domande di carattere generale sui cittadini stessi.
Le principali questioni che vengono sollevate dal sondaggio riguardano i reati più frequentemente subiti dagli abitanti di Lugano; il grado di soddisfazione rispetto al quartiere in cui si vive; il sentimento di sicurezza/insicurezza in casa, nel proprio quartiere, in città; le problematiche e le preoccupazioni dei cittadini; le misure di protezione che vengono adottate per proteggersi dalla criminalità; la relazione fra tecnologia, social media e rischi/reati; l’opinione degli abitanti sull’operato della Polizia; il grado di conoscenza delle iniziative attivate dall’Amministrazione in tema di sicurezza.
La compilazione del questionario non supera 30 minuti. I questionari compilati vanno rispediti entro domenica 3 febbraio 2019 con busta preaffrancata (fornita nell’invio). I cittadini di Lugano che non avranno ricevuto il sondaggio e che desiderano prendervi parte, potranno rispondere anche alle domande online (www.unil.ch/lugano). Un sollecito a chi non dovesse avere risposto sarà effettuato venerdì 22 febbraio 2019, con termine di inoltro delle risposte (per posta o online) fissato a venerdì 8 marzo 2019.
L’analisi dei dati emersi dal sondaggio LOSAI sarà effettuata dal team dell’Unità di criminologia, mentre la Polizia di Lugano non riceverà alcuna informazione che si riferisce alle persone che prenderanno parte al sondaggio e alle risposte che ciascun partecipante avrà fornito; l’anonimato è quindi garantito. I risultati del sondaggio saranno presentati in occasione di una conferenza stampa a settembre/ottobre 2019.
Sulla base anche di altre esperienze a livello internazionale, il sondaggio può offrire indicazioni importanti alla Polizia, all’Amministrazione, agli operatori sul territorio e ai cittadini stessi sulla distribuzione spaziale e temporale di reati e comportamenti incivili (rumori, schiamazzi notturni, rifiuti per strada ecc.) e sulla loro percezione, per mettere in pratica politiche di prevenzione e per consolidare rapporti, per esempio con il proprio vicinato. Può inoltre contribuire a comprendere come le condizioni di sicurezza oggettiva e soggettiva siano cambiate nel corso degli anni, dando indicazioni in merito alle strategie di intervento da adottare/adattare.
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