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Ticino
Lugano: "La Città rischia di fallire nel 2016"
Redazione
13 anni fa
Presentato stamane il Preventivo 2014. "In 4-5 anni bruciato il capitale proprio costruito in decenni"

Dopo le varie anticipazioni e ipotesi circolate negli scorsi giorni, oggi finalmente il Municipio di Lugano ha svelato il suo Preventivo 2014, davanti alla stampa riunita a Palazzo Civico.

La situazione finanziaria, si sa, è difficile. Per cui sono state elaborate misure da "lacrime e sangue". Una di queste è già trapelata ieri, ossia l'aumento del moltiplicatore all'80%. Le altre sono state illustrate stamane. Misure inevitabili: altrimenti nel 2016 sarebbe stato fallimento.

Tutta la conferenza minuto per minuto:

La conferenza stampa è iniziata con l'introduzione del sindaco Marco Borradori, il quale ha spiegato come gli investimenti negli ultimi 5 anni siano aumentati del 132%. E come il debito pubblico post aggregazioni sia cresciuto del 1255%. Ovvio quindi che l'autofinanziamento sia divenuto negativo.

Per il 2014 si prevede un disavanzo di esercizio di 37,5 milioni di franchi. E questo grazie al moltiplicatore all'80%, che consente di dimezzare la cifra. Senza ulteriori correttivi, però, le proiezioni indicano che questo disavanzo salirà a 55,5 milioni nel 2017.

"Il debito con le banche quest'anno supererà il miliardo"

Già durante questo 2014 il debito della Città di Lugano nei confronti delle banche supererà il miliardo di franchi. Un debito che, ha spiegato il capodicastero finanze Michele Foletti, ha iniziato a crescere dopo il 2004, in seguito alle aggregazioni. Foletti ha altresì rimarcato come questa tendenza alla crescita del debito fosse già chiara nel 2007, lasciando intendere che non si è agito per tempo.

"Gettito delle persone giuridiche calato del 40%"

A rafforzare la tendenza negativa, il gettito delle persone giuridiche, che dal 2007 a oggi è calato del 40%, principalmente a causa della crisi finanziaria. "Nel 2005 le banche pagavano 52 milioni di imposte, nel 2013 ne stimiamo solo 13", ha spiegato.

Foletti ha quindi ufficializzato l'anticipazione di ieri sul moltiplicatore d'imposta, che salirà dal 70 all'80%. "Senza questo aumento, che vale quasi 30 milioni, sarebbe stato impossibile scendere sotto i 40 milioni di disavanzo" ha affermato.

Foletti ha poi spiegato come, grazie a un minuzioso lavoro di squadra, si sia riusciti a ridurre le spese rispetto all'anno scorso sia per quanto riguarda il personale, sia per i beni e i servizi. Interventi sulla spesa che per la Città erano ormai inevitabili. "Abbiamo fatto tutte le proiezioni possibili e abbiamo capito che senza misure sulla spesa nemmeno un moltiplicatore al 100% ci salverebbe" ha spiegato Foletti. Si interverrà quindi sul contentimento strutturale della spesa, sul personale, sulla revisione dei compiti svolti finora, sull'introduzione di un contributo ecologico, sulla rinegoziazione della perequazione finanziaria e sul riconoscimento di contributi di agglomerato.

"Senza misure drastiche, nel 2016 il punto di non ritorno"

"Senza enormi misure di contenimento della spesa nel 2016 ci sarebbe il punto di non ritorno, il fallimento" ha dichiarato Foletti. "E senza l'aumento del moltiplicatore il punto di ritorno sarebbe arrivato già nel 2015." I dieci punti di aumento concedono quindi alla Città un anno in più per salvarsi dallo spettro di un capitale proprio che diventa negativo, e che quindi con gli ammortamenti andrebbe a pesare sul risultato di esercizio.

"In 4-5 anni bruciato il capitale costruito in decenni"

Questa drammatica situazione si è creata a causa degli eccessi di spesa negli ultimi anni. "In quattro-cinque anni Lugano ha bruciato il capitale proprio costruito in decenni" ha detto Foletti. "

"Il LAC pesa sugli investimenti"

Nel 2014 sono previsti investimenti per 97 milioni di franchi. L'anno scorso ne sono stati fatti per 99 milioni. "Finché non verrà terminato il LAC sarà impossibile scendere sotto i 60 milioni" ha detto Foletti.

È quindi emerso come a livello finanziario le aggregazioni non siano state affatto un affare, per la Città di Lugano.

Lo sono state, secondo Foletti, per i comuni aggregati. Il capodicastero finanze ha infatti precisato che questi comuni, prima di unirsi a Lugano, avevano un moltiplicatore d'imposta medio dell'87%, quindi comunque superiore a quello adottato dalla Città.

"Rivedere i flussi coi comuni limitrofi"

Lugano intende inoltre rivedere i contributi di agglomerato, perché i comuni di fascia "non possono prosperare sulle disgrazie della Città", ha dichiarato Foletti, precisando come Lugano offra a questi comuni sicurezza, sport e cultura. Ma tutto ciò unicamente a spese dei luganesi.

"È un compito enorme ma ce la faremo, perché abbiamo dei sogni e crediamo in questa città" ha concluso Foletti. Borradori gli ha fatto eco, ribadendo anche lui che, se si fosse agito per tempo già dal 2007, forse la valanga che sta colpendo Lugano sarebbe stata molto meno intensa.

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