
Aveva destato un certo scalpore, la rapina avvenuta la mattina di domenica 1° settembre, nei pressi della pensilina dei bus di Lugano. Un richiedente l'asilo 16enne aveva minacciato con un coltello tre giovani, per poi derubarli dei pochi spiccioli che avevano addosso.
Il deputato leghista Massimiliano Robbiani ha voluto capirci qualcosa in più. Per cui con un'interrogazione parlamentare ha chiesto lumi al Consiglio di Stato sia sul caso specifico, sia sul fenomeno dei richiedenti l'asilo minorenni in generale.
Negli scorsi giorni il Governo ha fornito le sue risposte a Robbiani. Il 16enne protagonista della rapina del 1° settembre a Lugano, secondo quanto dichiarato dal Consiglio di Stato, è di nazionalità marocchina ed era entrato in Svizzera il 25 giugno 2013, depositando domanda di asilo il 3 luglio. Due gioni dopo si era reso colpevole del reato di rapina, per cui già il 22 luglio era stato condannato a venti giorni di carcere dal Magistrato dei minorenni.
Tornato in libertà, il 16enne aveva messo a segno un secondo colpo il 1° settembre, quello della pensilina appunto. Arrestato, durante la carcerazione preventiva il giovane marocchino ha ritirato la sua domanda di asilo e chiesto di lasciare la Svizzera. Il 10 settembre è stato quindi affidato alle competenti autorità italiane. Durante l'esame della domanda di asilo del 16enne è infatti emerso che il giovane dispone di un permesso di soggiorno valido in Italia. Per questo motivo non è stato necessario avviare una procedura formale di espulsione.
Sempre rispondendo a Robbiani, il Governo precisa che attualmente in Ticino risiedono 340 richiedenti l’asilo minorenni, dei quali 254 soggiornano in appartamenti, 42 in pensioni o alberghi, 36 nei Centri della Croce Rossa e 8 in istituti (case anziani, cliniche, ecc.). Per quel che concerne la nazionalità degli stessi, si osserva che i Paesi di provenienza più ricorrenti sono l’Eritrea, l’Afghanistan, la Somalia, l’Irak e la Cina.
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