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Ticino
Lugano, il PD chiama a raccolta gli italiani all'estero
Lugano, il PD chiama a raccolta gli italiani all'estero
Lugano, il PD chiama a raccolta gli italiani all'estero
Redazione
9 anni fa
È avvenuta nel pomeriggio la presentazione dei candidati alle politiche italiani e della Circoscrizione Europa e alle regionali della Lombardia

Si è tenuta, questo pomeriggio, a Lugano, la presentazione dei candidati alle politiche italiani e della Circoscrizione Europa e alle regionali della Lombardia del Partito democratico.

Tanti e accorati gli interventi di fronte a una platea di italiani, giovani e meno giovani, che vivono all’estero, in particolare in Svizzera e in Canton Ticino, e che ancora tengono a esprimere il proprio voto per il Governo della madre patria.

Per il Pd ticinese ha introdotto il pomeriggio Antonio Arduini, ripercorrendo in estrema sintesi la storia e le relazioni del Canton Ticino con la Lombardia e l’Italia. “Il nostro Cantone ha problemi che vanno affrontati in modo radicale e uno di questi è rappresentato dai trasporti: un primo, importante passo è stato fatto con la cruciale realizzazione della ferrovia Arcisate-Stabio”. Più in generale, Arduini ha ricordato il problema dei cittadini italiani residenti all’estero “che vengono tassati per la proprietà che detengono in Italia e per i quali, per la prima volta, il Governo Pd ha iniziato a trovare una soluzione”.

Anna Grassellino, responsabile del Pd Mondo, ricercatrice, ha sostenuto come sia “fondamentale importare in Italia quello che è stato appreso all’estero” per tutti gli italiani che hanno portato capacità e conoscenza e imparato a loro volta. In tutto questo, “il Partito democratico ha costituito 40 dipartimenti che sono rappresentativi delle istanze variegate e importanti degli italiani all’estero. Occorre capire che la diversità è un valore aggiunto e non un problema per la società”, ha detto Grassellino.

I temi affrontati dai candidati, alla Camera e al Senato, della Circoscrizione Est Europa, sono stati i più vari: dall’accordo fiscale alla ripresa degli investimenti all’estero per la promozione delle piccole e medie aziende, dalle riforme strutturali del Paese, che finalmente hanno ridato una nuova dignità all’Italia, all’importanza del voto degli italiani all’estero.

È intervenuto anche il segretario regionale lombardo del Pd Alessandro Alfieri: “Come Governo nazionale vogliamo rivendicare la realizzazione infrastrutturale di un’opera, l’Arcisate-Stabio, attesa da tempo e che collega Lugano a Malpensa e accorciando i tempi di percorrenza e rendendo il trasporto su rotaia più moderno e adeguato ai nostri territori”, ha detto di fronte alla platea di italiani all’estero. Ma il segretario lombardo del Pd ha parlato idealmente anche ai frontalieri: “Vigileremo sempre con attenzione sulle eventuali discriminazioni che dovessero essere messe in atto verso i nostri lavoratori. Come abbiamo sempre fatto, a differenza della Lega e del suo candidato alla Regione Lombardia che la mattina difendono i frontalieri e la sera vanno a braccetto con la Lega dei Ticinesi, ovvero un movimento politico che lucra consenso elettorale sulla pelle dei lavoratori italiani”. Infine, Alfieri ha rivendicato il grande lavoro fatto sull’accordo fiscale, grazie anche “ai parlamentari che hanno frenato l’iter, a livello romano, per poter affrontare i problemi che penalizzavano i frontalieri”.

Ma l’intervento più atteso è stato quello del Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina: “È bello sentire questo affetto e riconoscimento del lavoro che stiamo facendo insieme – ha esordito –. La nostra è una sfida di progetto e di prospettiva, per questo ringrazio gli italiani all’estero per essersi messi in moto, ognuno con i suoi mezzi. Siete importantissimi perché nel mondo ci giochiamo una parte importante della sfida del 4 marzo. E chi più di voi può comprendere la differenza sostanziale tra noi e i nostri competitori?”, ha detto il Ministro rivolgendosi ai molti italiani presenti a Lugano.

Infine, facendo un forte riferimento agli estremismi che si stanno radicando un po’ in tutta Europa, più gravi del populismo, secondo Martina, e assolutamente da combattere, il Ministro ha chiuso spronando i candidati: “Facciamo una campagna elettorale a testa alta, non dobbiamo chiedere scusa a nessuno. Perché quelli che la fanno semplice su tutto, ricordiamoci sempre che ci hanno portati a un centimetro dal baratro”.

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