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Prevenzione
Lugano ha un'arma in più contro le esondazioni del lago, ma non solo
Redazione
3 anni fa
In caso di esondazione del Ceresio ora i pompieri di Lugano hanno una nuova arma in più: un container con tutto l'occorrente per creare una diga di contenimento artificiale. Il comandante dei Vigili del Fuoco: "Uno strumento fondamentale che va ad arricchire il materiale già in dotazione".

Era l'agosto del 2021 quando il Ceresio esondò per l'ultima volta. Lì l'acqua del lago invase, in alcuni punti, vie e piazze adiacenti lo specchio d'acqua. Per intervenire in occasioni simili e arginare la fuoriuscita dell'acqua ora i Pompieri di Lugano hanno un'arma in più: un container rosso munito di tutto l'occorrente per creare una diga artificiale di sbarramento. "Potrà essere utilizzato anche per intervenire in caso di stabili privati o commerciali inondanti, cosi come per contenere le acque di spegnimento derivanti da un incendio o liquidi che contengono sostanze potenzialmente inquinanti", ha spiegato a Ticinonews il comandante dei Vigili del Fuoco Stefano Sala. Il container è un regalo della Mobiliare, un esempio di partnership pubblico-privato. "Queste competente trasversali creano creano una sinergia virtuosa a beneficio di tutta la popolazione", ha dal canto suo affermato la capodicastero sicurezza e spazi urbani Karin Valenzano Rossi. "La Città ha bisogno di strumenti per prevenire i fenomeni naturali", ha aggiunto la municipale.

Un'arma in più contro le esondazioni

“All'interno di questo container ci sono dodici sbarramenti lunghi 33 metri, per un totale di 396 metri. Una volta individuata la zona critica dove potenzialmente potrebbe esondare il lago, il materiale viene posizionato e riempito di acqua. In questo modo si crea uno sbarramento anti-esondazione, una diga", ha precisato Sala.

"Città scelte su base scientifica"

Locarno nel 2019 e oggi Lugano. Sono queste le due città ticinesi che hanno beneficiato del sistema di diga artificiale. "Le città che ricevono questo dono vengono scelte su base scientifica", ha detto Michele Bertini, agente generale La Mobiliare. "C'è un istituto dell'Università di Berna che in base a una cartina svizzera in cui sono marcate le località con il più alto rischio di esondazione. Una volta note le zone si prendono i contatti con le autorità locali per capire se c'è interesse a ricevere questo sistema di prevenzione". L'iter, a livello politico è il seguente: "Prima deve arrivare l'avvallo del Municipio, in seguito del Consiglio comunale", ha spiegato Valenzano Rossi.