
Il divieto di cabotaggio impedisce a qualunque compagnia straniera di operare trasporti di merci o persone interne alla Svizzera. Ciò vale per il trasporto su gomma, su rotaia, ma anche per quelli via acqua o aria. Un bel problema per l'aeroporto di Lugano da quando non c'è più una compagnia elvetica disposta a volare dal Ticino. Ora un'iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Fabio Regazzi ha raccolto il primo successo in commissione trasporti della Camera alta. «Non è mai scontato trovare sostegno per simili iniziative, soprattutto quando si parla di voli aerei. Comunque la commissione ha riconosciuto gli argomenti che erano alla base della mia iniziativa», spiega da noi raggiunto. Argomenti frutto di un lavoro di concerto anche con la Città di Lugano e l'Aspasi, l'associazione passeggeri e aeroporti della Svizzera italiana.
Un'eccezione che il Consiglio federale potrà concedere per quelle tratte che nessuna compagnia svizzera rivendica. «Evidentemente se la nostra compagnia di bandiera, anche se non lo è più proprio visto che è detenuta da Lufthansa, ha rinunciato non rimangono molte alternative», spiega Regazzi. Ora il testo dovrà andare nella commissione trasporti del Nazionale, poi toccherà al Parlamento decidere. E, a quel punto, se il testo verrà accettato la palla passerà nel campo della Città di Lugano e dell'aeroporto trovare la compagnia disposta: «So che dei pour parler ci sono stati, ma evidentemente con il divieto in vigore è anche difficile poter iniziare delle discussioni serie», spiega Regazzi.

