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Lugano e il dilemma delle due ruote
Lugano e il dilemma delle due ruote
Lugano e il dilemma delle due ruote
Redazione
7 anni fa
Sul marciapiede del lungolago sono spuntati cartelli di divieto. Schnellmann: "Una decisione insensata". Ma il Municipio...

Corso Elvezia e il lungolago a Lugano non costituiscono proprio il tracciato ideale per gli amanti delle due ruote. Ma è l’unico "legittimo" a collegare, in pianura, il centro e Paradiso. Nei giorni scorsi sul marciapiede del lungolago e agli imbocchi del centro pedonale sono infatti spuntati dei cartelli, come rilevato il Corriere del Ticino: divieti espliciti benché ancora piuttosto ignorati. Ma non sono piaciuti per nulla all'associazione Ticino Cycling, che si chiede se si doveva arrivare a tanto. 

"Magari sarebbe stato più sensato, anziché un divieto assoluto, mettere dei limiti di velocità" dichiara il presidente Fabio Schnellmann ai microfoni di TeleTicino. "Oppure mettere delle tracce per terra per segnalare la presenza di biciclette. Sarebbe stato più sensato e logico. Ciclisti che viaggiano a 7-8 km all’ora non danno problemi ai pedoni".

Il tema sarà al centro del prossimo comitato e non è escluso che Ticino Cycling scriverà al Municipio, il quale però tiene già a chiarire alcuni punti. "Con l’aumento dei ciclisti aumentano anche i conflitti con i pedoni" spiega il municipale Michele Bertini, sempre a TeleTicino. "Quindi la polizia ha dovuto implementare un sistema di sensibilizzazione, spiegando ai ciclisti che circolare sui marciapiedi è un’infrazione alla legge sulla circolazione. Questa chiaramente va applicata con buon senso, sia dai ciclisti che dovrebbero capire che quando il marciapiede è intasato dai pedoni non si può sfrecciare, sia dalla polizia che dovrebbe essere flessibile".

Insomma non fioccheranno multe come se piovesse, anzi. Il metro di misura resterà sempre il buon senso. Anche perché, va riconosciuto, in quanto a mobilità lenta a Lugano, e non solo, c’è ancora molto da fare. "L’origine del problema è proprio questo" aggiunge Bertini. "La politica ha accumulato ritardi di decenni. Oggi si tratta di correggere questo ritardo, realizzando dove possibile delle piste ciclabili, come abbiamo fatto per la Cadro-Dino, offrendo un’alternativa a ciclisti e pedoni per tutta la sponda sinistra del Cassarate".

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

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