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Ticino
Lugano, è emergenza alberi?
Lugano, è emergenza alberi?
Lugano, è emergenza alberi?
Redazione
10 anni fa
Lo abbiamo chiesto al biologo Nicola Schönenberger: "Manca una gestione professionale del verde cittadino"

In poco meno di due settimane ben due alberi della città di Lugano sono caduti rovinosamente al suolo; nel primo caso una ragazza era rimasta gravemente ferita mentre oggi, fortunatamente, vi sono stati solo danni materiali (vedi articoli suggeriti).

Sotto accusa erano finiti le forti piogge e lo stato di salute degli alberi, tanto da indurre addirittura il Municipio di Chiasso ad abbattere diversi alberi in zona dogana come misura precauzionale.

Provocatoriamente, si potrebbe pensare che nella città in riva al Ceresio cadano più piante che governi durante la Primavera araba, al che sorge spontaneo chiedersi se vi sia un' "emergenza alberi".

Abbiamo girato la domanda a Nicola Schoenenberger, biologo e genetista delle piante e consigliere comunale di Lugano per i Verdi: “Non abbiamo un problema di alberi, ma con la loro gestione” ci spiega. “A Lugano manca un vero e proprio regolamento del verde pubblico e privato, unito a una banca dati aggiornata del patrimonio arboreo cittadino”.

Il problema è legato a una scarsa conoscenza da parte della città dei propri alberi, in particolare degli interventi da essi subiti, della loro età e di tutti gli eventi che avrebbero potuto minarne la solidità: “In molti casi la presenza di cantieri costituisce una minaccia per gli alberi, basti pensare alle radici tranciate, al deposito di materiali da costruzione nelle loro vicinanze. Tutti questi elementi hanno delle ripercussioni nel tempo: gli alberi sono molto più longevi degli esseri umani e hanno dei tempi di reazione agli eventi molto più lunghi. Una radice tagliata, ad esempio, può favorire l’ingresso di agenti patogeni e nel tempo la pianta si indebolisce. Molte cadute sono “morti” preannunciate”, prosegue Schoenenberger.

Un database aggiornato consentirebbe quindi di tenere sotto sorveglianza la situazione, capire quando e come intervenire grazie a una visione globale. “I tagli smisurati dimostrano una non conoscenza del patrimonio arboreo della città, sono reazioni improvvisate e che denotano un mancanza di strategia nella gestione del verde cittadino. Manca una struttura e un’organicità a livello municipale”.

"Altre città in Svizzera interna - ma anche alcuni comuni del Malcantone - hanno già adottato un sistema di database in grado di offrire una visione d’insieme", ci spiega Schoenenberger. Si tratta di un database che consente alla città di conoscere nel dettaglio il numero dei propri alberi e di individuare quali sono i più pregiati (e quindi bisognosi di più controlli e cure) e quali interventi hanno subito nel tempo".

Un simile investimento iniziale consentirebbe di evitare altri disastri e di risparmiare denaro in futuro: “Attualmente si spende troppo per soluzioni a posteriori. Gli strumenti ci sono, anche ancorati nella legge. A livello teconolgico, poi, disponiamo di microchip leggibili con uno scanner che in pochi secondi consente di avere tutte le informazioni necessarie sull’albero”.

“La creazione di un simile database professionale è stata richiesta da anni al Municipio, ma ancora non si è visto nulla – conclude Schoenenberger – Purtroppo va anche detto che a Lugano il verde entra troppo spesso in contrasto con l’edificazione urbana e la logica del massimo profitto”.

Gran parte del patrimonio arboreo di Lugano è andato irrimediabilmente perso. Schönenberger cita l’esempio del Cedro di fronte all’USI, spaccatosi in seguito a una nevicata: “Si è trattato di un evento naturale nemmeno troppo eccezionale, il problema è che l’albero è stato dimenticato per anni dopo essere stato piantato, mentre sarebbe bastata una potatura regolare per evitare che morisse".

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