
Il giornalista e politico ticinese Dario Robbiani è deceduto nella notte a Lugano. Aveva 70 anni. Era malato da tempo di cancro al fegato e si è spento nella notte all'Ospedale Civico, dove era ricoverato da circa due mesi. I funerali si terranno mercoledì alle 13.45 a Lugano.Robbiani (nato nel 1939 a Novazzano) è stato giornalista, scrittore e politico. Nella sua lunga carriera è stato direttore del telegiornale della RTSI, direttore di Svizzera 4 (secondo canale SSR-SRG), direttore generale di Euronews (rete europea d’informazione continua), vice-presidente di UER-NEWS (eurovisione), titolare dell’agenzia di media consulting IMMES Lugano-Bioggio (consulente del governo cantonale e di aziende private), collaboratore di Teleticino e opinionista del domenicale Il Caffè. In politica Robbiani è stato in gran consiglio e dal 1979 al 1987 in consiglio nazionale, eletto sulla lista del PS di cui in Ticino è stato pure presidente. Nel 1988 è inoltre diventato presidente del partito socialista unitario (PSU). Alla famiglia le più sincere condoglianze di Ticinonews.ch. Oggi a Bellinzona, in apertura di seduta, Robbiani è stato commemorato dal gran consiglio ticinese con un minuto di silenzio ed un ricordo del suo percorso politico. Qui sotto lo ricorda invece il senatore Filippo Lombardi. L’uomo che col sorriso ticinese salvò la concordanza federaleCon tutto il parlare che si fa i questi tempi di concordanza federale in crisi, mi piace ricordare l’amico Dario Robbiani come colui che molto concretamente salvò proprio questa concordanza dopo che il 7 dicembre 1983 la maggioranza borghese delle Camere federali aveva eletto Otto Stich in consiglio federale al posto della candidata socialista ufficiale Lilian Uchtenagen, che così non divenne la prima Consigliera federale della storia. Indignate le donne e la sinistra tutta, il PS chiese le immediate dimissioni di Stich, che rifiutò. Un congresso straordinario del partito stava dunque per decidere l’uscita dei socialisti dal Governo, quando intervenne Daro Robbiani, allora capogruppo alle Camere, che con maestria, acume politico, equilibrismo latino e simpatia ticinese riuscì a salvare capra e cavoli, ovvero la permanenza del PS in Consiglio federale e il seggio del suo grande amico Otto Stich. È questa capacità di equilibrio politico – unita ad una rara carica di umanità, simpatia e permanente buonumore – che ha marcato tutta la carriera politica di Robbiani, un socialdemocratico convinto e che non temeva di esserlo, tanto da coniare il suo slogan “ noi facciamo la rivoluzione un millimetro al giorno”. Ricco di esperienza vissuta, non era mai avaro di ricordi, tant’è che avendolo frequentato molto come giornalista, quando giunsi io a Palazzo federale conoscevo già grazie a lui tutti gli aneddoti della casa… Ma al di là del ricordo politico, è quello personale che mi è più caro in questo momento. Benché fossimo di opinioni spesso diverse, non mi fece mai mancare la sua amicizia, in particolare quando dal Giornale del Popolo passai a creare TeleTicino. Lui, già direttore del Telegiornale svizzero, dirigeva a quell’epoca Euronews a Lione, e colà mi accolse con grande disponibilità, cercando di dare il massimo di consigli utili al giovane e sprovveduto collega che si lanciava in un mondo del tutto nuovo per lui. Pur essendo un convinto assertore del servizio pubblico radiotelevisivo, non fu mai fra coloro che disprezzarono e ostacolarono la nascita di una piccola alternativa privata in Ticino, anzi ritenne fin dall’inizio che un pizzico di concorrenza nel quadro di una coesistenza pacifica e complementare potesse far bene anche al “gigante” di Comano e Besso. E quando, ormai libero da impegni professionali, gli chiedemmo di partecipare anche ad alcuni nostri programmi non si tirò indietro, anzi fornì suggerimenti e idee sempre originali e graditi. Così lo voglio ricord
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