
È stata fuori solo un giorno, mercoledì. Poi è scomparsa. Stiamo parlando della domanda di costruzione affissa all’albo comunale elettronico di Lugano. Un errore? Forse è un mistero, si legge dalle colonne del Giornale del Popolo, perché l’oggetto in questione è una domanda per il cambio di destinazione. E più precisamente: da appartamento a spazio per l’attività della prostituzione. “È la prima volta che ci capita una domanda del genere – spiega al GdP Sandro Montorfani, uno dei responsabili dell’edilizia privata della città di Lugano - questo tipo di attività di solito non viene pubblicizzato”. L’appartamento in questione è in Via Beltramina 7, dove si trova il comando della Polizia comunale. “La domanda non è stata ritirata - spiega ancora Montorfani - è solo scomparsa dall’albo elettronico per motivi che ignoro, forse un intoppo tecnico”. Secondo Montorfani, è stata scelta la via ufficiale perché attualmente “è in corso la diatriba tra proprietari, inquilini e amministrazione. Per evitare eventuali problemi più tardi si preferisce affrontarli subito”. Insomma, mettendo la domanda all’albo comunale si è cercato di anticipare e risolvere velocemente eventuali opposizioni. “Comunque la domanda di costruzione è del tutto legale, il dossier è completo e la procedura corretta, trattasi di un cambiamento di destinazione e ci é stato garantito che l’attività promossa sarà intensiva. Nell’appartamento non si abiterà più. Non abbiamo preclusioni e siamo indirizzati a rilasciare la licenza edilizia, poi vedremo cosa succede e cosa deciderà il Municipio”. “In fondo - termina Montorfani - è un’attività legale, basta mantenere un comportamento corretto e rispettoso degli altri, evitare rumori molesti, schiamazzi e altro. I problemi ci possono essere per un bar o una qualunque altra attività. Molto dipende dall’educazione delle persone interessate”.
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