
Lo scorso 20 di gennaio il gup Luigi Barrella ha disposto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per Fabrizio Corona, il fotografo dei vip. Corona era il principale imputato dell'inchiesta Vallettopoli, partita da Potenza nel 2007 con l'arresto chiesto e ottenuto dal pm Henry John Woodcock dello stesso Corona e di altri indagati. A Corona la Procura potentina contestava il reato di associazione per delinquere finalizzata all'estorsione e allo sfruttamento della prostituzione. All'assoluzione nel caso Vallettopoli, segue ora una condanna su un altro fronte giudiziario, stavolta ticinese. Braccato dai segugi di Vallettopoli, Corona falsificò - con la complicità di un amico - un documento bancario. Lo fece per cercare di evitare che le autorità italiane gli sequestrassero 40 mila euro. Ma l’operazione venne scoperta.E questa volta - come anticipa oggi laRegione Ticino - la condanna nei confronti del re dei paparazzi è di 40 aliquote da 400 franchi l’una (pena sospesa) più una molta accessoria di 1’500 franchi. Condanna che è stata emessa dal giudice Damiano Stefani della Pretura penale di Bellinzona dopo il dibattimento svoltosi ieri mattina, al quale Corona non si è fatto vedere.Secondo i fatti, ricostruiti dal pp Arturo Garzoni, Corona avrebbe istigato l’amico a farsi temporaneamente intestatario dei 40 mila euro depositati in una banca di Lugano.
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