
Presa di posizione senza troppi peli sulla lingua quella dei Verdi del Luganese. Una nota stampa nella quale si punta il dito su Lugano, la quale, secondo loro sarebbe “terreno fertile per il malaffare”. A suscitare tanta preoccupazione per le infiltrazioni criminali sarebbero “il settore immobiliare, la piazza finanziaria, i giochi d’azzardo, i negozi di lusso” tutte attività che favorirebbero “attività illegali”. “La nostra non è una città estranea agli interessi malavitosi e alla cattiva gestione della cosa pubblica. Questo permette alla criminalità organizzata di mettere radici nel nostro territorio e nella società, rendendola collusa e corrotta” si legge nella nota stampa. Un “j’accuse” senza troppi giri di parole: “Il procuratore federale Pierluigi Pasi, responsabile dell’antenna ticinese del Ministero pubblico della Confederazione, ha messo in guardia sul rischio crescente d’infiltrazioni criminali. E per la prima volta si comincia a parlare di una sesta mafia in Ticino: un intreccio tra organizzazioni criminali "storiche" e criminalità locale, che lambisce settori in cui si muovono alcuni operatori finanziari o altri professionisti attivi sul filo di una zona grigia, con tutti i rischi del caso”. Se il settore finanziario è da parecchio tempo confrontato con attività non propriamente lecite, secondo quanto riportato nella nota stampa dei Verdi: “anche il settore immobiliare e quello della ristorazione fanno gola alle cosche mafiose. Un fenomeno sottolineato anche da Michael Lauber: il procuratore generale del Ministero pubblico della Confederazione ha scritto una lettera ai parlamentari, illustrando la situazione delle criminalità organizzate e parlando di un “fronte ticinese” E ancora: “La Svizzera – e in particolare il nostro Cantone – è purtroppo un luogo sempre più interessante per le organizzazioni criminali italiane. Un luogo dove spostare non solo soldi ma anche uomini. Persone che poi investono, lavando il denaro sporco, ad esempio nell’edilizia o nella ristorazione”. I Verdi continuano con: “Il direttore della SSIC, Società Svizzera Impresari Costruttori, ha di recente denunciato la presenza sul mercato ticinese “di soggetti nuovi, che sostengono di operare nell'immobiliare e apparentemente con importanti disponibilità finanziarie” e che avvicinano ditte del Mendrisiotto e del Luganese chiedendo loro se hanno o se sanno di terreni su cui è possibile edificare subito, e assicurando loro di avere i soldi necessari per iniziare e portare a termine i lavori.Proposte che non sono però precedute da alcuna indagine di mercato da parte di questi soggetti, a riprova che il vero interesse è quello di riciclare denaro proveniente da attività illecite e criminali”. Per concludere: “Per questo motivo, e proprio per proteggere il cittadino e tutto il nostro settore economico che lavora onestamente, i Verdi del Luganese chiederanno al Municipio di Lugano di creare una struttura indipendente di controllo per monitorare le attività poco chiare, e di rendere più trasparenti le procedure di appalto e di subappalto per l’assegnazione dei lavori pubblici”.
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