
Consolidare il ruolo di Lugano come polo universitario di riferimento a livello locale, nazionale e internazionale. È l'obiettivo del progetto "Lugano Città Universitaria", avviato a fine 2021, e che riunisce in un unico cappello istituzioni comunali e i tre atenei cittadini. E i traguardi raggiunti finora sono già diversi, come illustra il direttore generale della SUPSI Franco Gervasoni. “I traguardi raggiunti finora sono prima di tutto una convergenza di intenti e una serie di attività concrete che abbiamo realizzato insieme negli ultimi 2 o 3 anni”. Con il trasferimento da Manno a Viganello “abbiamo conosciuto un’esplosione di collaborazioni e progettualità, che vanno dalla ricerca applicata a determinati temi, come la mobilità sostenibile, riuso del patrimonio edilizio, eventi e occasioni di scambio tra università e studenti, favoriti dalla Città. Succede davvero tanto grazie alle visioni condivise”.
Un esempio concreto
Un esempio concreto? La collaborazione fra LAC e Franklin University nell'ambito del Lugano Dance Project. Ticinonews ne ha parlato con il rettore Samuel Martin Barbero. “I coreografi e i ballerini vengono all’università per parlare del loro lavoro e della loro vita. In questo caso, non è l’Università che fa approssimazione a un ente culturale, ma è l’ente culturale che arriva all’Università in qualità di motore di energia ed educativo per l’ateneo”.
Un portale ad hoc
Iniziative di vario tipo, ma anche convegni e incontri accademici. E ancora, un impegno congiunto nella promozione, ad esempio con la creazione di un portale ad hoc destinato agli studenti, che offre un servizio di accoglienza e di orientamento per la vita in città. Infine, il tema delle strutture, al momento ancora un tasto dolente. Ne abbiamo parlato con la rettrice dell'USI Luisa Lambertini. “Il passo che ci porterà ad essere una città universitaria ci sarà solo quando riusciremo a mettere in atto il resto del programma che abbiamo presentato oggi”. L’idea è quindi quella di avere un’area – definito dalla rettrice un Campus universitario - nell’ambito di una città universitaria, “dove ad esempio USI e SUPSI possano svolgere gran parte delle loro attività”. Una residenza quindi universitaria, ma anche un Campus vivibile che ospiti gli eventi anche durante i fine settimana, e non solo durante i giorni lavorativi. “Vogliamo quindi un vero e proprio luogo di incontro fra studenti, professori e ricercatori, ma anche fra quelli che vengono dalla società in generale, che possono a loro volta usare questi spazi”.
Aspetti migliorabili
Fra gli aspetti migliorabili, per il direttore generale della SUPSI Franco Gervasoni vi è infine un maggior coinvolgimento proprio degli studenti. “Sentire anche da parte loro quelli che sono gli auspici rispetto alla Città e alle scuole universitarie, in modo da convergere il tutto e dare loro la maggior soddisfazione possibile. Tanto viene già fatto, ma in quell’ottica credo si possa fare di più”, ha concluso il direttore.

