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Ticino
Lugano: chiude la metà dei bagni pubblici
Redazione
13 anni fa
29 toilette su 58 sono state chiuse definitivamente. "Alcune venivano frequentate solo due o tre volte a settimana"

I cartelli appesi negli scorsi giorni alle entrate di diversi bagni pubblici della Città di Lugano parlavano chiaro. "Dal 1° gennaio 2014 questo servizio pubblico verrà chiuso definitivamente per ordine del Municipio", si leggeva. Poi gli stessi sono stati rimossi. Ma la sostanza non cambia.

"Abbiamo fatto un'analisi dei costi e benefici, verificando l'effettivo utilizzo" ha spiegato al Corriere del Ticino la municipale Cristina Zanini Barzaghi. "Abbiamo appurato che gli unici effettivamente sfruttati sono praticamente solo in centro. I più gettonati negli autosili. Nei quartieri periferici vengono frequentati solo due o tre volte alla settimana. Troppo poche per giustificare un'apertura 24 ore su 24."

E quindi, complice la crisi e il ridimensionamento del personale del DSU, da ieri sono chiuse 29 delle 58 toilette presenti sul territorio di Lugano. Una misura che consentirà di risparmiare sui 280'000 franchi.

"Se la Città non li gestirà più non siginfica che saranno eliminati definitivamente" ha aggiunto Zanini Barzaghi. "Si vedrà caso per caso, se troviamo qualcuno disposto ad occuparsene possiamo dargli la chiave." Andrà così, per esempio, al cimitero, dove le toilette verranno gestite dal Servizio cimiteri anziché dal DSU. A Davesco è stato trovato un accordo con i gestori dell'alambicco, mentre a Carona con la scuola. I doppioni, invece, vanno verso l'eliminazione sicura. Come quelli vicini al ponte sul Cassarate, nei pressi del Liceo, che verranno chiusi in quanto troppo vicini ai bagni pubblici di Piazza Castello.

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