
Tutto è pronto a Lugano per una nuova edizione della Conferenza Internazionale sui Linfomi Maligni (ICML), per la quale anche questa volta sono attesi circa 3'500 partecipanti. Il tutto inizierà martedì 16 giugno con una serie di simposi organizzati da altrettante ditte farmaceutiche e con il tradizionale workshop, che vedrà una cinquantina di esperti affrontarsi a porte chiuse sul tema ritenuto più attuale nella ricerca sui linfomi. Da questi workshop sono nati alcuni dei progressi più importanti registrati nel settore negli ultimi 20 anni.
Si ricorda in particolare come dall’ultimo di questi workshop nel 2013 sia nata quella che ora è conosciuta come “Classificazione di Lugano”, e che viene usata in tutto il mondo per valutare l’estensione del tumore linfatico al momento della diagnosi. La cerimonia d’apertura avrà luogo mercoledì 17 giugno con la solenne Kaplan Lecture, tenuta quest’anno dal Dr. Louis Staudt, dell’Istituto Americano del Cancro. I lavori continueranno poi sino a sabato 20 giugno a mezzogiorno.
Anche per questa edizione i congressisti proverranno da più di 90 paesi: da notare in particolare l’aumento dei partecipanti dai paesi dell’Estremo Oriente, soprattutto Cina e Corea. Per la prima volta i ricercatori cinesi hanno anche inviato un numero di possibili comunicazioni scientifiche equivalente a quelle dei maggiori paesi europei, anche se al primo posto rimangono gli Stat Uniti. ICLM è di fatto uno dei pochissimi congressi che si tengono in Europa, ai quali anche i ricercatori statunitensi, che di solito privilegiano i convegni che si tengono oltreatlantico, inviano i loro più recenti risultati.Tra le quasi 1'000 comunicazioni annunciate, a farla da padrone questa volta saranno tre temi.
Il primo si riferisce alla diffusione delle malattie virali, quale una delle ragioni fondamentali che spiegano come mai i linfomi maligni, cioè tumori del sistema linfatico, abbiano raddoppiato la loro frequenza negli ultimi 30 anni. Il secondo tema avrà a che far con un numero rilevante di nuovi farmaci cosiddetti “mirati”, farmaci cioè in grado di bloccare in modo specifico l’uno o l’altro degli snodi fondamentali lungo la catena degli eventi biochimici necessari alla proliferazioni delle cellule linfatiche tumorali. Il terzo tema ha a che fare con la possibilità di usare la PET, la tomografia a positroni, per personalizzare la composizione dello schema terapeutico e la durata del trattamento a cui vengono sottoposti i pazienti. Su questo tema, una delle presentazioni più attese sarà quella ad opera del Dr. Ceriani, Vice-Primario del Servizio di Medicina Nucleare dello IOSI.
Gli organizzatori di ICML stanno già pensando alla prossima edizione del 2017, quando per la prima volta si potrà usufruire almeno per alcune sedute del congresso e per alcuni eventi collaterali del LAC e dove sia le nuove trasversali alpine che, lo si spera, il collegamento ferroviario tra Lugano e la Malpensa dovrebbero facilitare la soluzione alcuni dei problemi logistici più difficili per un congresso di queste dimensioni. Anche questa volta per gli abitanti di Lugano a rendere maggiormente visibile il congresso sarà l’enorme tendone che ricoprirà gran parte del Parco Ciani e che servirà a creare degli sbocchi alle insufficienze croniche del Palazzo dei Congressi.
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