
Sono una trentina le persone che nel primo pomeriggio di mercoledì si sono riunite in Piazza Dante a Lugano per protestare contro l'iniziativa "Il finanziamento dell'aborto è una questione privata" in votazione il prossimo 9 febbraio. Un'iniziativa che chiede di stralciare dall'assicurazione malattia di base le spese per l'interruzione della gravidanza. La protesta è avvenuta sotto forma di flashmob: le persone si sono disposte a cerchio, quasi a forma di un embrione, e battendo il ritmo con due ferri a maglia e armati di mazzetti di prezzemolo, hanno scandito slogan e urlato no contro un'iniziativa che loro definiscono "liberticida e lesiva dei diritti delle donne".
L'azione è stata promossa dal Gruppo Donne USS Ticino e Moesa per mandare due chiari messaggi contro l'iniziativa UDC: donne libere di scegliere e no al ritorno al passato. I ferri da maglia e il prezzemolo, simboli di una visione arcaica del ruolo della donna, sono stati volutamente utilizzati durante la manifestazione per andare contro quelle forze conservatrici che "vagheggiano un ritorno ai fornelli delle donne come angeli del focolare".
"L'iniziativa UDC" scrivono i promotori dell'azione in un comunicato diramato in mattinata "non impedirà alle donne di rinunciare alla gravidanza, ma esporrà le più vulnerabili ad interventi dolorosi, rischiosi per la loro salute e in condizioni umilianti". I promotori rivolgono in particolar modo l'attenzione sui costi, "usati come alibi per attaccare i diritti delle donne": la somma totale di un'interruzione di gravidanza, si legge ancora, rappresenta infatti solo lo 0,03% dei costi globali della salute e rappresenta meno di 10 centesimi per mese e per assicurato".
Per vedere il video, clicca il seguente link: Finanziare l'aborto è una questione privata? NO
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

