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Ticino
Lugano, ancora un caso di propaganda jihadista
Lugano, ancora un caso di propaganda jihadista
Lugano, ancora un caso di propaganda jihadista
Redazione
8 anni fa
Il 31 agosto un italo-iracheno sarà chiamato alla sbarra di fronte al Tribunale penale federale di Bellinzona

È un caso sul quale sono trapelate pochissime informazioni ma che - come ha confermato una fonte al Corriere del Ticino - è legato all'inchiesta che nell'agosto dell'anno scorso portò alla condanna di Ümit Y., il 34enne ex agente di sicurezza della Argo 1 ritenuto colpevole di aver fatto proselitismo - sia in Ticino sia in Italia - in favore del gruppo terroristico al-Nusra (affiliato ad al-Qaeda) e aiutato due foreign fighters (Oussama Khachia e Ylan B.) a raggiungere da Lugano le milizie dell'ISIS in Siria e Iraq.

Il 31 agosto, un altro luganese (stando a informazioni del Corriere del Ticino si tratterebbe di un cittadino italo-iracheno residente a Viganello) sarà chiamato alla sbarra di fronte al Tribunale penale federale di Bellinzona. Le accuse mosse nei suoi confronti dal Ministero pubblico della Confederazione sono "rappresentazione di atti di cruda violenza" (e dunque una violazione dell'articolo 135 del Codice penale) e violazione dell'articolo 2 della legge federale che vieta i gruppi al-Qaeda e Stato islamico (nonché le organizzazioni associate).

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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