
Nessun dietrofront, i 163 alberi di Lugano che secondo il programma del Servizio del Verde Pubblico vanno abbattutti, verranno effettivamente tagliati.
Lo ha confermato il Municipio di Lugano in risposta a un interrogazione sottoscritta da otto consiglieri comunali (Fausto Beretta Piccoli, Melitta Jalkanen, Jonas Beretta Piccoli, Giovanna Viscardi, Roberto Badaracco, Giovanni Bolzani, Stefania Cavadini e Sara Beretta-Piccoli), che dopo la visita guidata dalla municipale Cristina Zanini Barzaghi erano insorti in difesa degli alberi.
Il Municipio, nella sua risposta resa nota oggi dal GdP, ha pure bacchettato gli interroganti, giudicando le loro domande "riprensibili", "per il tenore dello scritto e per il riutilizzo di frasi mal interpretate."
Infatti, i 163 alberi al centro dell'interrogazione non sono tutti "storici", al contrario di quanto sostenuto dagli interroganti. "Il numero 163 è riferito al totale degli alberi interessati dal programma. Sono contemplati alberi certamente storici, ma anche altri che non si ritiene possano essere definiti grandi e storici" si legge nella risposta dell'Esecutivo luganese. "Su 163 alberi, 74 sono esemplari giovani, che non possono essere paragonati a quelli storici."
Il Municipio ricorda altresì agli interroganti che di perizie ne sono già state effettuate tre, per cui non si vede il motivo di procedere a ulteriori controlli.
Per quanto riguarda l'abbattimento dei 52 ippocastani di viale Castagnola, quelli per cui la discussione è stata più accesa, il Municipio spiega che la perizia del 2003 consiglia di adottare tale misura, procedendo "per blocchi e non per singoli alberi". Sugli ippocastani è stata comunque avviata una nuova perizia, che sarà allestita nel corso dei prossimi mesi.
La quercia di 160 anni al Parco Ciani, invece, "è stata analizzata attentamente da parte degli specialisti, il cui parere sull'abbattimento è stato unanime."
Da ultimo, il leccio nel giardino Belvedere, nei pressi del LAC. Secondo gli interroganti sarebbe "malato e verosimilmente vittima del LAC". Ma il Municipio sostiene che l'albero si trova in una zona non toccata dal cantiere del LAC e che le potature erano state eseguite prima dell'avvio del cantiere.
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