
L’estate è all’orizzonte, ma quali saranno i limiti e i paletti imposti dalla pandemia nessuno lo sa. Che fare? Lugano ha la sua ricetta e l’ha affinata con il Longlake Festival 2020. Un lungo calendario con molti eventi e molti luoghi, così da poter offrire a tutti ciò che cercano mantenendo la sicurezza.
“L’anno scorso ci siamo fatti le ossa con un’edizione tra le più lunghe del Longlake Festival, abbiamo avuto quattro mesi di eventi, con tanti eventi tutti i giorni in diverse location. Quindi ci stiamo preparando a replicare quello che è lo scenario dello scorso anno”, spiega Claudio Chiapparino, direttore della Divisione eventi e congressi della Città di Lugano, intervistato da Teleticino. “Naturalmente ci sono ancora alcune incognite, che dipenderanno da quanto le restrizioni permetteranno la partecipazione del pubblico”.
Se l’incognita è quante persone potranno partecipare al singolo evento, la Città non può aspettare e la macchina organizzativa è già a pieno regime: “Stiamo già preparando tutto quello che è necessario a livello logistico e di organizzazione, per fare in modo che quando arriverà il via libera per organizzare gli eventi all’aperto saremo pronti per partire il giorno dopo”.
Saranno quindi previste alcuni spazi del centro, sette o otto, che saranno gestiti o direttamente dalla Città o dal Lac o dai privati, così da costruire un “programma fittissimo. Se sommiamo le persone che si possono concentrare in una sera, sono quelle che ritroviamo in un grande festival, noi per garantire la sicurezza organizzeremo 7-8 postazioni diverse, con le distanze da mantenere e, se richiesto, il tracciamento delle persone”, spiega Chiapparino. “Fiore all’occhiello è l’insieme di tutte queste cose. Se normalmente si pensa al grande artista o al grande evento, qui siamo veramente all’opposto”. La speranza è ridare fiato a tutti: “Possiamo far lavorare finalmente gli artisti e possiamo dare respiro al pubblico”.
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