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Ticino
Lugano Airport, volati via 11 mila franchi
Lugano Airport, volati via 11 mila franchi
Lugano Airport, volati via 11 mila franchi
Redazione
8 anni fa
Fanno discutere le sei ore di chiusura dello scalo per un aereo atterrato con difficoltà proveniente da Londra

Il blocco dalle 11.30 alle 18 registrato allo scalo di Agno lo scorso 6 ottobre a causa di un incidente aviatorio è costato a Lugano Airport SA (LASA) 11 mila franchi e la cancellazione di 6 voli. E il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) ha preferito chiamare il Touring Club (TCS) anziché lasciare che fossero i servizi aeroportuali a rimuovere il velivolo. Lo si è appreso dalla risposta del Municipio all'interrogazione di diversi consiglieri comunali (primo firmatario Demis Fumasoli del PC).

Protagonista dell'incidente era stato un piccolo aerotaxi immatricolato in Austria (con a bordo due piloti e un passeggero, tutti fortunatamente illesi) che era partito dall'aeroporto londinese di Luton. Il sinistro si era verificato durante la fase di atterraggio sulla pista ticinese – come confermato dal rapporto preliminare degli ispettori del Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza – in seguito all'improvvisa rottura della ruota del carrello principale destro. Al verificarsi dell'evento – spiega l'Esecutivo – gli operatori della torre, dipendenti della Skyguide SA, avevano immediatamente dato l'allarme informando l'Airport Authority di picchetto e la Rega, che aveva fatto intervenire il SISI. Quest'ultimo aveva subito assunto la competenza per la gestione dell'incidente.

Il blocco dell'aeroporto con la conseguente cancellazione dei voli – prosegue il Municipio – si era reso necessario per consentire agli ispettori del SISI di effettuare le verifiche del caso. In seguito questi ultimi, autonomamente, avevano contattato un operatore esterno (il TCS appunto) per la rimozione del velivolo. In proposito l'autorità cittadina rileva che lo spostamento dell'aereo incidentato avrebbe potuto essere effettuato senza problemi anche dal personale di LASA, ma i collaboratori del SISI hanno deciso di agire differentemente.

Sulla base di questa "criticità" nella gestione della rimozione, Lugano Airport, come riportato dal Corriere del Ticino, ha però chiesto una presa di posizione dell'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) e alla stessa direzione del SISI. "Dalla risposta giunta il 7 novembre – scrive il Municipio – si evince che la competenza per lo spostamento finale del velivolo era dell'aeroporto, ma unicamente dopo aver ricevuto il via libera dal SISI. Di fatto in questo caso il funzionario del Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza non ha permesso lo spostamento dell'aeromobile con il personale di LASA, ma ha provveduto, di sua iniziativa, ad incaricare dell'operazione un terzo esterno, il TCS".

L'Esecutivo non precisa però se questa scelta abbia allungato i tempi di chiusura dello scalo e incrementato i relativi costi.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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