
"Quello che qualsiasi persona di buon senso aveva capito già da tempo, non sembra essere comprensibile né al governo del Canton Ticino, né al Municipio di Lugano, né tantomeno al consiglio di Amministrazione di LASA. E cioè che è ora di staccare la spina per l’aeroporto di Agno". A ribadirlo è l'MPS alla luce della recente decisione di Swiss di rinunciare allo scalo luganese a favore di un collegamento ferroviario verso Zurigo.
Nella nota il movimento ricorda la risposta del ministro Christian Vitta durante la seduta del Gran Consiglio del 15 settembre a un'interpellanza dell'MPS in merito all'aeroporto. "L’interpellanza dà erroneamente certa la rinuncia del volo Swiss tra Lugano e Zurigo – ha sottolineato il direttore del Dipartimento delle Finanze – per ora si tratta soltanto di un’ipotesi. Sono ipotizzabili delle alternative sempre con Swiss”.
"Come sempre a sbagliare è l’MPS" sottolinea il movimento nella nota. "Sarebbe invece nel giusto il governo che, ancora pochi giorni fa, continuava a credere nella continuazione del volo Lugano Zurigo da parte di Swiss, quando ormai i segnali del crollo di Adria erano noti a chi voleva e poteva sapere".
"Ma questo atteggiamento, a metà tra l’irresponsabile (nei confronti dei salariati e delle salariate dello scalo) e il surreale (di chi vive in un mondo a parte), non riguarda solo l’evanescente ministro delle finanze" prosegue l'MPS. "Anche il ministro Claudio Zali non è da meno. Basti ricordare che qualche giorno fa aveva dichiarato che l’interruzione del collegamento Lugano-Zurigo avrebbe rimesso in discussione il finanziamento cantonale per il rilancio dell’aeroporto di Lugano; e invece, poche ore l’annuncio del fallimento di Adria, ha ribadito – con il collega Vitta – che la posizione del governo non cambia e che il messaggio per aumentare la partecipazione del Cantone al capitale di LASA e per la copertura dei futuri debiti non verrà ritirato".
"Tale ostinazione" rincara il movimento, "è solo pari alla incompetenza con la quale in questi anni è stato gestito l’aeroporto di Lugano. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i grandi conoscitori dello sviluppo economico, i grandi condottieri dello sviluppo del Cantone e della città di Lugano (e ci sono tutti di tutti i partiti che siedono nel governo cantonale e nel municipio di Lugano) hanno dimostrato la loro totale incapacità. Ed hanno sperperato denaro pubblico per tappare i buchi frutto di questa incompetenza".
Per il movimento non vi sono altre scelte possibili, se non quella per il governo cantonale di ritirare il messaggio e costituire un gruppo di lavoro "che da subito pensi al destino dei lavoratori e della lavoratrici dello scalo. Tutto il resto sono chiacchiere di una classe politica disperata".
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