
Lo scalo di Lugano può tirare un sospiro di sollievo. Come riporta il Corriere del Ticino, anche il Consiglio nazionale, dopo il Consiglio degli Stati, ha respinto la proposta di limitare il contributo federale di 30 milioni di franchi annui destinato agli otto aerodromi regionali svizzeri per i servizi di sicurezza di avvicinamento e decollo. La Camera del popolo ha detto no al taglio con 120 voti contro 73, evitando così per l’aeroporto di Agno una riduzione di circa 5 milioni di franchi all’anno. Una misura che, nei mesi scorsi, era stata definita potenzialmente fatale per la sopravvivenza dello scalo ticinese. La proposta faceva parte del pacchetto di risparmi della Confederazione. Contraria la sinistra: secondo il consigliere nazionale dei Verdi Felix Wettstein, i voli commerciali privati, ritenuti rumorosi e inquinanti, non dovrebbero essere sovvenzionati. Soddisfazione da parte del municipale di Lugano Filippo Lombardi, responsabile dello scalo: «Questi contributi rappresentano circa il 35% degli incassi. Senza quei 5 milioni l’aeroporto avrebbe dovuto chiudere». Nei prossimi anni resterà però aperta la questione dei costi dei servizi di controllo aereo forniti da Skyguide, ritenuti troppo elevati dagli aeroporti regionali.

