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Ticino
Lugano-Agno: verso il taglio degli stipendi
Redazione
13 anni fa
Sindacati e aeroporto stanno trattando una riduzione dei salari. Jelmini: "Ci vuole la consapevolezza che tutti dovranno dare un contributo"

La situazione è delicatissima. Lo riconosce anche il municipale responsabile dell'aeroporto, Angelo Jelmini, il quale, si capisce, avrebbe anche fatto a meno di ereditare lo spinoso dossier dal compianto Giuliano Bignasca. Ma tant'è. Ora l'aeroporto di Lugano-Agno è nelle sue mani e Jelmini è fortemente motivato a trovare le soluzioni che possano garantirne la sopravvivenza a medio-lungo termine.

Per cui, insieme alla Lugano Airport, si è lanciato in un esame complessivo e certosino di tutti i costi aeroportuali. La questione è emersa ieri sera, durante la seduta del Consiglio comunale di Lugano, in seguito a un intervento di Michele Kauz (PLR), preoccupato dall'ipotesi che siano i dipendenti dello scalo a pagare le difficoltà finanziarie. Perché con le entrate in diminuzione, a causa della soppressione di linee e del conseguente calo di passeggeri, anche le uscite dovranno forzatamente esserlo. Almeno fino a quando l'aeroporto non conoscerà una nuova stagione di crescita. E ad essere chiamato alla cassa, almeno durante questo difficile momento, sarà verosimilmente anche il personale, come ha confermato a Kauz, ieri sera, Angelo Jelmini.

"Stiamo valutando attentamente tutti le voci di spesa legate all'aeroporto" spiega Jelmini. "L'obiettivo è quello di conservare la struttura aeroportuale e di salvare tutti i posti di lavoro. Ma ovviamente i soldi non crescono sull'albero di fico. Il costo del personale è una voce importante a bilancio, per cui probabilmente occorrerà andare a toccare anche quello. Attualmente siamo in trattative con i sindacati per valutare un taglio degli stipendi. Sarebbe una misura di crisi, che decadrebbe una volta che la situazione economica dell'aeroporto si sarà risollevata."

Sull'aeroporto, riconosce Jelmini, vi sono visioni contrastanti. Dal campo da golf a quella di un moderno scalo con pista allungata. "Noi riteniamo che l'aeroporto abbia ancora un senso per il Ticino, malgrado lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie e la concorrenza degli scali milanesi. Il volo per Zurigo, per esempio, è ben frequentato e per Swiss riveste grande importanza. Per garantire la sopravvivenza dell'aeroporto, però, occorre raddrizzare una situazione che al momento è allarmante."

Fra qualche mese, spiega Jelmini, in Consiglio comunale arriverà il messaggio per una nuova ricapitalizzazione dell'aeroporto, indispensabile per poter fare gli investimenti necessari a rendere redditizio l'aeroporto. Intanto "occorre che ognuno faccia la sua parte, nell'interesse di tutti." E quindi, come ognuno, anche il personale sarà probabilmente chiamato alla cassa. "Per intanto non è stato deciso nulla. Ma, ripeto, tutti gli attori in campo - dirigenti, azionisti, collaboratori e sindacati - devono avere la consapevolezza che, se si vuole garantire un futuro all'aeroporto di Lugano-Agno, ognuno deve dare il suo contributo, in modo solidale."

AS

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