
Notizie inquietanti giungono dall'aeroporto di Lugano-Agno. L'ente pubblico, per il tramite della LASA, la società che gestisce lo scalo, detenuta all'87,5% dal Comune di Lugano ed al 12,5% dal Canton Ticino, rischia di ritrovarsi a dover sborsare diverse centinaia di migliaia di franchi, quasi un milione, per coprire buchi non suoi. Perché i buchi in questione sono della Minoan Air. Secondo informazioni raccolte da più fonti, affidabili, la compagnia greca attiva dal marzo scorso a Agno non avrebbe ancora saldato nessuna delle fatture emesse a suo carico. Già il suo arrivo in pompa magna ad Agno è stato integralmente finanziato dalla Lugano Airport SA, quindi con soldi pubblici. Cartellonistica, inserzioni, ricevimento esclusivo al Grand Hotel Villa Castagnola, tutto è stato offerto all'audace compagnia greca dalla LASA, ovvero dalla collettività. Ma la scelta di agevolare finanziariamente l'insediamento della Minoan Air ad Agno, seppur discutibile, può essere anche comprensibile, dopo anni di vane ricerche di una compagnia che si prestasse ad operare da Agno. La compagnia greca, tra i criteri per scegliere Lugano, aveva espressamente chiesto un adeguato sostegno dell'ente pubblico. Non per niente, tra i motivi addotti dalla Minoan per spiegare l'improvviso addio a Oxford, dopo soli due mesi di attività, il CEO George Mavrantonakis aveva enunciato il mancato aiuto delle autorità aeroportuali inglesi. "Avevamo solo chiesto di apprezzare i nostri sforzi e sostenere la nostra campagna marketing" spiegava il CEO, "oppure di aiutarci in qualsiasi altra maniera ritenessero appropriata, in modo da accelerare la nostra crescita e ridurre le perdite operative. Ma loro non hanno nemmeno provato a tenere in vita i nostri collegamenti aerei." A Lugano questo aiuto, la Minoan Air, l'ha avuto. E, anche grazie a questo aiuto, ha potuto operare i voli Lugano-Roma e Lugano-Vienna dal 29 marzo al 31 luglio scorsi. Il volo per Vienna, come annunciato settimana scorsa, è stato ora definitivamente soppresso, mentre quello per Roma, dopo il mese di pausa estiva, dovrebbe riprendere il 1° settembre. Da ottobre, poi, Minoan Air intende aprire una nuova linea aerea, in direzione di Parigi. Tutto bene, quindi? No. Perché questa sopravvivenza, ed eventuale espansione, si fonda sul denaro dei contribuenti. Almeno per il momento. Risulta infatti da fonti sicure che, oltre ad aver avuto una campagna marketing completamente offerta dalla Lugano Airport, la Minoan Air non ha ancora saldato nessuna delle fatture emesse dalla società che gestisce lo scalo. Carburante, tasse di atterraggio, servizi a terra, tutte le prestazioni ricevute all'aeroporto di Agno da marzo a oggi sono tuttora impagate. Fatture che, messe insieme, totalizzano diverse centinaia di migliaia di franchi, sfiorando quasi il milione. Quasi un milione di franchi che, nella peggiore delle ipotesi, finiranno sul groppone della Lugano Airport, e quindi sempre della collettività. Certo, possiamo sempre credere ai ritardi dovuti alle errate diciture bancarie, Giulini insegna, ma il timore non troppo infondato è che questa avventura greca finirà per costare non poco ai contribuenti luganesi e ticinesi. Sempre che qualcuno non ci smentisca. Abbiamo tentato innumerevoli volte di ottenere rassicurazioni dalla compagnia greca, di poter vedere almeno uno straccio di carta che confermi i versamenti, ma non è stato possibile. Noi la palla l'abbiamo lanciata: se qualcuno vuole rassicurare i contribuenti, e perché no anche i passeggeri che hanno già riservato i biglietti di Minoan Air per i prossimi mesi, saremo felici di concedergli spazio.[email protected]
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