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Ticino
Lugano: a processo un Lupin
Redazione
12 anni fa
Un 33enne del Locarnese deve rispondere di un'impressionante serie di furti e truffe, grazie alle quali si è concesso una vita da nababbo

Ripetuta acquisizione illecita di dati, ripetuta truffa consumata e tentata, ripetuto abuso di un impianto per l'elaborazione di dati, tentato e consumato, ripetuta falsità in documenti, complicità in ripetuto furto aggravato, lesioni personali semplici.

È un curriculum criminale variegato, quello di cui dovrà rispondere da stamattina a Lugano, davanti alla Corte delle Assise criminali di Locarno, un 33enne di nazionalità macedone, domiciliato nel Locarnese, definibile come "l'Arsenio Lupin" del Ticino.

L'uomo, che lavorava come cameriere in un ristorante del Locarnese, è accusato di aver commesso una serie impressionante di reati, grazie ai quali si concesso una vita da nababbo. Acquisti folli nei migliori negozi, cene nei migliori ristoranti, frequentazione di club di lusso, il 33enne non si è fatto mancare proprio niente.

L'accusa, rappresentanta dal procuratore pubblico Andrea Gianini, stima che tra furti e truffe l'uomo abbia arrecato un danno di circa 650'000 franchi, in parte in correità con altre persone.

Buona parte di questa somma è il valore complessivo di sette furti commessi tra gennaio e febbraio del 2010 in negozi di Cadempino, Losone e Lugano. In particolare il furto di materiale da golf in un negozio di Losone fruttò un bottino di 300mila franchi.

Ma l'uomo è accusato anche di aver clonato e utilizzato 8 carte di credito di clienti del ristorante del Locarnese dove lavorava. Con queste carte avrebbe poi proceduto ad ulteriori spese folli, sia in Svizzera che in Italia e in Francia.

La carriera criminale dell'uomo, difeso dall'avvocato Giuseppe Cotti, era infine stata fermata dalla Polizia nel maggio 2010.

Oggi l'Arsenio Lupin del Ticino compare davanti alla Corte delle Assise criminali, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. Il dibattimento dovrebbe concludersi ancora in giornata.

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